GRANDE NOVITA' - non perdetevi SU RAIUNO L'ALTRO IERI E IERI - il film (bellissimo perchè c'è dentro il Salvi) dal titolo
GLI ULTIMI DEL PARADISO
regia di Luciamo Manuzzi, con una serie di ottimi attori tra cui Zeno, Riccardo Zinna, Thomas Trabacchi e Teco Celio.
se non l'avete visto ormai è tardi
Il disco ABBANDONATO di FRANCESCO SALVI vi dà indubitabilmente apputamento alla prox ESTATE e nel frattempo vi augura CIAO !
WWW.ABBANDONATO.IT ABBONDONATI QUI ALL'ASCOLTO......
lallàllà lallallà lalallà lallallà lallallà lallallà
IL ROMANXO DEL SECOLO
un romanzo di Francesco Salvi che non vi lascerà dormire e nemmeno stare svegli. Transilvania, Roma, Bucarest, Budapest, Berlino...
LA GEOGRAFIA DEL TERRORE HA CAMBIATO PREFISSO
"Ci si giura amore per tutta la vita ma l'odio dura di più. l'odio dura due vite"
lallàllà lallallà lalallà lallallà lallallà lallallà
cinema-Dal nostro inviato Antropianiàllio Zrampattàri.
In autunno su Raiuno un film in due puntate dar titolo GLI ULTIMI DEL PARADISO, di Luciano Mannuzzi: un film denso di interesse sociale sui cantieri e i troppi incidenti sul lavoro.Caro Stefano (Tiraboschi), ora che ti ho conobbi evvi modo di constatare che sei un grande - anche se quando mi hai conosciuto eri piccolo... piccolo... così!
lallàllà lallallà lalallà lallallà lallallà lallallà
A presto per altre novità che dire "presto" è dire poco!

23-05-2008
IL GIORNO DI GIOVANNI FALCONE
Oggi è uno di quei giorni x cui vale la pena vivere. Da sempre a un centimetro dal baratro oggi la società italiana ha fatto un passo avanti. Giovanni Falcone è stato ricordato con parole bellissime ida quelli che hanno tratto vantaggio dalla sua scomprsa e giovanotti ha intonato un rap antimafia causando alla criminalità organizzata più danni di una guerra perduta, come Silvio Pellico. Forse qualcosa si sta muovendo. Spostatevi altrimenti sporca anche voi.
Postato da Francesco Salvi alle ore 21:35:09 in NEWS
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21-03-2008
microcoproduzione del film "Nessuna Novità da Gallarate!
Ciao! All'idea della microcoproduzione del film avete risposto in tantissimi sia per lettera che per e-mail o con mezzi più antichi e ormai quasi in disuso come la parola o la parola scritta a mano o tramite sms o messaggi con aquiloni e ciò non può che farmi capire. Ne ho parlato anche a gente al di fuori del sito (increeedibile: c'è gente che vive anche là!) e ce n'è un sacco che sono d'accordo con me ma soprattutto con loro stessi! Riusciremo nell'idea della microcoproduzione? Non lo so. Cioè a microcoprodurre il film "Nessuna Novità da Gallarate" Non lo so. E così diventare microcoproduttori? Non lo so. Ma se ci riusciremo avremo dimostrato tutto e tutto il contrario. Un plauso e un applauso quindi ai nuovi microsòci Joe LaPenna e suo fratello Giuliano Iantorno, Giulio Dainelli, Fede Rico, Puzzadichiuso, Ennio, Annalisa, Topo Gigio, Francesca, Nicola Prati, a Bella Elena, Fioredimaggio, Luisa Sontorno, Giuliano Iantorno e suo fratello Joe LaPenna, Fiorenza Liguori, Spermario, Supergigi, Caterina Caselli, Evelina Santercole, Dino Giglio, Andrea, Antonio Guerrieri, Emiliano Mattioli, Edoardo Collarini, Maria Mayo, Anonimo e tutti quelli che non vogliono essere nominati e tanti altri che non hanno nemmeno scritto!
Postato da Francesco Salvi alle ore 22:38:52 in NEWS
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21-03-2008
!

Francesco Salvi in una rara istantanea scattata durante lo show-case allo spazio Mondadori di Milano e Roma il 17 e il 23 del prossimo mese di aprile
!
Postato da Francesco Salvi alle ore 22:01:45 in NEWS
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21-03-2008
QUESTA ME LA COMPRO!

si chiama HAKO (da Quattroruote)
Troppo bella! Se la fanno così me la prendo
Postato da Francesco Salvi alle ore 21:31:30 in NEWS
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21-03-2008
30-11-2006 - STORIA DELLA CULTURA MONDIALE DI TUTTI I TEMPI E PAESI

CANONE MEDIO DI BELLEZZA FEMMINILE PRESSO GLI ANTICHI GRECI
LE RELIGIONI ANTICHE
Le prime divinità erano femminili. In molte culture un uomo bello e giovane, tipo me, veniva sacrificato ogni anno alla dea assira ANAITIS. Gli veniva dato il titolo onorifico
di “RE” e veniva lavato, dipinto e vestito di rosso e oro secondo il taglio alla moda. Il Re così agghindato trascorreva un giorno e una notte accoppiandosi pubblicamente con le sacerdotesse elette da un referendum di Sorrisi e Canzoni. Il pubblico poteva votare e si ccettavano anche scommesse. Il re non sapeva che alla fine sarebbe stato ucciso e offerto come dono alla dea e quando si accorgeva della fregatura di solito era troppo tardi (o troppo presto).
Tutto ciò era molto divertente ed anche arrapante per tutti tranne che per il Re il quale veniva ricoperto con un mantello d’oro e bruciato vivo prima che potesse disdire la prenotazione del motel.
A poco a poco però l’Uomo giunse alla consapevolezza di rivestire un ruolo preciso nell’atto della procreazione (grosso o piccolo o di semplice spettatore secondo i casi) che ino a quel momento non era stato tenuto nella giusta considerazione. Così si passò dalla concezione matriarcale a quella patriarcale ma gradualmente: le divinità erano già diventate maschili ma la loro moda era ancora unisex.
Rappresentativa di questo cambiamento in atto è una cerimonia solenne che si svolgeva nel mese di dicembre presso gli aztechi. Durante quella cerimonia una donna veniva acconciatacome LLAMTECUHTLI, la vecchia dea della terra e del giorno, e veniva affrontata da un into manicure il quale la decapitava a sua insaputa con un bigodino mentre lei, ignara, era intenta a compilare un modulo per il trasferimento-chiamata dal cellulare a un mpianto fisso. A cerimonia terminata la testa della donna veniva donata a un sacerdote che faceva solenne giuramento di pettinarsi come lei per tutto l’anno e di indossare la tessa maschera di bellezza prima di andare a letto. Inoltre doveva impegnarsi portare in artoria il vestito e fargli dare una ritoccatina sui fianchi.
LE PRIME CIVILTÀ
Gli storici tradizionali hanno ormai appurato che la prima civiltà vera degna del nome “appurato” si è sviluppata in Mesopotamia fra Sumeri ed Egizi. Questa teoria è naturale per la nostra cultura che considera egocentricamente il mediterraneo come la culla della civiltà occidentale, ma la verità è che i nostri popoli discendono da altri popoli più antichi emigrati per vari motivi da luoghi ancora più antichi quali A, B e C:
A) - dal Sahara centrale che aveva penuria di acqua
B) - dalla zona attorno a Bergamo che aveva il problema opposto
C) - da un volo charter che all’ultimo momento era stato soppresso e l’agente di viaggio era scappato con tutte le caparre.
Qualunque fosse il popolo originario di cui ormai si sono perse le tracce esso si sparse in varie direzioni esportando il concetto di monarchia che quindi non è di invenzione egiziana, bensì africana: nella Nubia, l’odierno Sudan, è ormai provato che prima dei
faraoni si verificò una successione di ben DODICI RE, prima che comparissero DUE DONNE e poi UN FANTE. Alla fine uscì un due di picche e tutta la popolazione si diede alla fuga.
I BABILONESI
I primi a pensare che la terra non fosse quadrata furono i Babilonesi. Anzi a dire la
verità Essi furono i primi in assoluto a pensare alla terra. Anzi a dire la verità essi rimasero per molto tempo gli unici a fare ciò: tutti gli altri popoli preferivano pensare ai fatti loro. I Babilonesi la disegnarono come una pizza in quelle che risultano essere le prime rappresentazioni cartografiche della storia e così si orientavano nelle loro esplorazioni. C’è da dire però che queste mappe erano scolpite nella pietra e i viaggiatori avevano qualche problemino quando veniva il momento di ripiegare la cartina. Già che erano Babilonesi ql popolo inventò anche la prima macchina calcolatrice. Si trattava di una tavoletta di pietra incisa da tre solchi che veniva picchiata sulla testa della persona finché non dimenticava l’operazione che voleva eseguire. Con quella macchina si potevano eseguire solo addizioni e sottrazioni: per tutte le altre operazioni era obbligatoria l’anestesia.Questo popolo si dedicò all’astronomia. Guardavano il cielo giorno e notte: di giorno non vedevano niente perché non ci sono le stelle, di notte invece non vedevano niente perché era buio ma comunque non demorsero e in breve furono in grado di calcolare con stupefacente approssimazione quanti giorni mancavano all’inizio del Campionato di calcio.
I FENICI
I Fenici rimasero assoggettati agli Egizi fino al 1200 a.C., prima di riuscire a liberarsene. Ma assaporarono la libertà solo per poco perché venero subito conquistati
dagli Assiri i quali appena arrivati presero d’assalto la città di ARADO e per prima cosa le aggiunsero l’articolo senza apostrofo ribattezzandola LARADO (nome completo: LARADO AL SUOLO per distinguerla da LARADO AL MONTE che non gli era venuta molto bene).
Il fatto di conquistare la Fenicia non era comunque ritenuta una grande impresa comunque perché essi erano sempre fuori per i loro commerci. Si deve proprio ai Fenici l’invenzione della portineria e i primi esperimenti di segreteria telefonica.I Fenici sono entrati nel Guinness dei Primati perché furono gli unici montanari a diventare i più grandi navigatori dell’antichità. Infatti essi, provenendo dalla Mesopotamia, si stabilirono tra le montagne del Libano nel 3000 a.C. e usarono tutto il legno che trovavano per fare navi con cui solcare il mare. I Fenici commerciavano e trasportavano qualsiasi cosa anche per conto terzi senza anticipi né cambiali: portavano
polistirolo e vetroresina in Egitto e Kinder Cereali a Creta dove caricavano piccoli cessi in plastica e prodotti dietetici che scambiavano con le calze depilatorie della Palestina e della Mesopotamia e così via. Non c’era mercato o porto del mondo allora conosciuto che fosse sconosciuto ai Fenici, e i posti che ancora non conoscevano andavano a scoprirli di persona e dove non c’era ancora niente li costruivano loro, poi se ne
andavano e tornavano un paio d’anni dopo facendo finta di scoprirli.
I Fenici davano alle loro città nomi schifosi tipo UGARIT, BIBLO, SIDONE, TIRO, SPRANGA, GINOCCHIERA, ORTODONZIA ma appena voltavano le spalle gli abitanti glieli cambiavano: tanto quelli ne fondavano in continuazione e non se ne accorgevano neppure.
Nel 611 a.C., duemila anni prima di Vasco de Gama, i Fenici circumnavigarono l’Africa su incarico del faraone NEKO. Partirono dal mar Rosso e ricomparvero allo stretto di Gibilterra quattro anni dopo con convergenza e bilanciatura completamente da rifare. Ai pochi giornalisti presenti dissero che quel viaggio non valeva la pena di farlo ma Vasco de Gama volle tornarci lo stesso duemila anni dopo e trovò lo stesso poca roba ma notò che i prezzi erano aumentati da pazzi.
I Fenici migliorarono pure le tecniche di costruzione delle navi ed inventarono molte cose fra cui:
a) - una vela speciale che poteva funzionare anche senza vento (però servivano i remi)
b) - la chiglia
c) - la ciniglia
d) - la conchiglia
e) - e tutte le cose che finiscono in -iglia
f) - (soprattutto fanghiglia e i suoi derivati).
Nell’814 essi fondarono fra le altre cose la anche città di CARTAGINE che con loro non combinò molto ma sotto gli Assiri diventò una grande potenza ed ebbe anche una bella parte nell’Eneide, cosa che i Fenici non avrebbero mai ottenuto.
EGITTO
Quando si dice “EGITTO” si pensa subito alle PIRAMIDI ma quando si dice “piramidi” non si pensa subito all’Egitto: si pensa ai FARAONI.Le dinastie egizie iniziarono dopo l’unificazione del regno attorno al 3100 a.C. Il primo faraone della prima dinastia si chiamava NARMER (o MÈNES o GINO o KNAUSS), che in lingua egiziana antica significa “primo faraone della prima dinastia di nome Narmer (o Mènes o Gino o Knauss)”. Essendo Narmer il primo della dinastia non aveva alcun ritratto con gli antenati da mettere nella galleria di famiglia e ciò gli dava molto fastidio perché aveva un sacco di cornici già pronte e non sapeva dove metterle. Allora fece costruire una piramide per
nasconderle in attesa dei discendenti, su consiglio del Gran Visir (il capo dell’amministrazione era chiamato Visir: per essere scelto - come dice il nome - doveva avere un bel viso).
Le piramidi egiziane potete trovarle solo qui o al massimo su qualche pacchetto di sigarette con in primo piano un cammello con una sola gobba.
Le piramidi detengono alcuni record. Per esempio:
Ä - la piramide di Saqqara è l’unica al mondo ad avere due “Q”
Å - La piramide di Cheope è l’unica al mondo ad essere la più grande di tutte
Æ - la piramide di Micherino è l’unica al mondo ad avere un nome così pirla
La forma tipica della piramide come la conosciamo noi fu adottata nel corso della IV dinastia, in un momento di noia. Nella prima versione le piramidi avevano la punta in giù e la base in alto: potete immaginare le difficoltà costruttive! Ma dopo alcuni secoli gli egizi si accorsero subito che la stabilità non era eccezionale: alcune crollavano già durante la costruzione, altre invece si infilavano completamente nel terreno e restava
fuori solo il pavimento quadrato, costituendo i primi esempi di piste da ballo dell’antichità. i kushitiGiunta al massimo della sua evoluzione la civiltà egiziana si prese un meritato break e fu conquistata dai Kushiti i quali avevano cominciato con l’addestramento degli elefanti da guerra. Raggiunto nel frattempo un alto grado di civiltà riapparvero con prepotenza dalla Nubia, come già avevano fatto secoli prima, conquistando nuovamente tutto. Già che c’erano, essi regnarono come faraoni per più di un secolo e poi sparirono di nuovo prosperando per almeno altri mille anni all’interno dell’Africa senza scrivere neanche due righe, anche perché ancora non c'era…
LA SCRITTURA
La scrittura fu inventata dai SUMERI.
Uno dei più antichi messaggi scritti che si conoscano è l’epigramma, poi diventato famoso: “SUMERO CHI LEGGE”. Le prime tavolette incise sono del 3500 a.C. e si tratta perlopiù di annotazioni riguardanti il movimento delle merci nei supermercati . Più che annotazioni sono segni, ma più che segni sono in realtà disegni. Cioè più che disegni sono scarabocchi, fatti da gente che non sapeva scrivere: per cui possiamo dire che quelli che scrivono è perché non sono capaci disegnare. Con questo tipo di scrittura si arrivò pian pianino a esprimere in modo sintetico concetti sempre più pesanti passando così dai PITTOGRAMMI agli IDEOGRAMMI e ai CHILOGRAMMI.
L’ALFABETO invece fu inventato dai FENICI intorno al 1500 a.C. ma non fu possibile usarlo fino al giorno dopo perché era Lunedì e le poste erano chiuse.Tutti i vari popoli si sono sbizzarriti per quanto riguarda la scrittura ed ognuno ha dovuto superare le più svariate difficoltà nella corsa incessante verso il progresso.
Vediamoli un po’ nel dettaglio:
Gli HITTITI scrivevano sul metallo ma finché non fu inventata la fiamma ossidrica si dovettero limitare a scrivere le “i” e le “t”, da cui il loro nome.
A BABILONIA ognuno scriveva nella propria lingua senza preoccuparsi di spiegarla a nessun altro, nemmeno al vicino di casa e tutti cercavano a peso d’oro uno straccio di traduttore. Invano: la torre crollò.
Gli EGIZI scrivevano sul papiro, che conservavano in rotoli ma poi li confondevano con la carta igienica. La maggior parte di essi sono andati irrimediabilmente perduti. I
POPOLI DEL DESERTO (chissà perché li chiamavano così: come se gli altri vivessero a Cervinia!) scrivevano sulla pelle degli animali, ma era un’impresa tenerli fermi e la calligrafia veniva tutta tremante.
Gli ASSIRI scrivevano sulla pelle umana ma poi in estate si abbronzavano e non si leggeva più un tubo.
I SIRIANI scrivevano sull’acqua e il livello letterario dipendeva dalla marea
IL MIO MEDICO DELLA MUTUA scrive sulle ricette ma se poi non trova un farmacista a portata di mano non è più capace di capirci qualcosa nemmeno lui.
I GEROGLIFICI
I geroglifici furono decifrati dal francese CHAMPOLLION grazie al ritrovamento della STELE DI ROSETTA. Su quella stele, scoperta dalla missione scientifica che accompagnò Napoleone in Egitto, c’erano due testi, uno scritto in greco e l’altro scritto in geroglifico e il testo geroglifico era la traduzione di quello greco! Che colpo di culo! A quel punto non restava che trovare qualcuno che conoscesse il greco per sapere che cosa significassero i geroglifici. Il lavoro, tutt’altro che facile, fu lungo e minuzioso ma dopo 5 anni e anni, giusto il tempo di iscriversi e finire il liceo classico, Champollions riuscì nel suo intento e da allora in poi, grazie a Champollionss , siamo in grado di leggere e tradurre fluidamente - e a volte anche a capire - la lingua greca.
CHAMPOLLION
Vedi sopra.
INDIA
Gli Indiani erano molto più sviluppati degli Egizi da molti punti di vista, ma soprattutto dal loro. Il loro territorio era molto più vasto di quello egiziano: più di un milione di chilometri rispetto ai 35.000 degli egizi. Ciò però non significa niente perché i chilometri degli Egizi erano tutti quadrati e invece quelli dell’India era tutti storti e frastagliati e si sprecava un sacco di spazio. E poi questo non c’entra con l’antichità. Le città indiane erano molto belle e ben progettate, anche se erano forse un po’ troppo
condizionate dalla teoria. Per esempio Harappa aveva uno straordinario sistema di fogne, però si erano dimenticati di costruire i gabinetti. L’India inoltre vantava una sviluppatissima tecnologia navale. I mastri d’ascia indiani costruivano vascelli a tre e quattro alberi con i quali riuscirono ad attraversare l’Oceano Pacifico. Ciò è dimostrato da campioni di cotone indiano del 2.500 a.C. proveniente da Harappa trovato in Perù. Il che dimostra che gli indiani facevano il miglior uso possibile del vento 3.000 anni prima degli europei. Ma il fatto che non si sia trovata alcuna traccia di cotone peruviano ad Harappa dimostra che non conoscevano la retromarcia (forse perché non avevano ancora inventato il timone).
ARIANI
Gli ariani erano grandi e grossi più dei tedeschi di adesso e bevevano un sacco di birra, ragione per cui tendevano a diventare sempre più grossi. La birra era la loro spina. Essi occupavano un territorio relativamente ridotto e ben presto si trovarono schiacciati uno sopra l’altro. Così cominciarono a diffondersi dappertutto alla ricerca di un posto dove vivere, partendo dall’Europa centrale. I primi tempi pensavano di accontentarsi di una mansardina ma poi si lasciarono prendere la mano e divennero esosi impossessandosi delle ISOLE BRITANNICHE con le loro terribili armi che si fabbricavano personalmente avendo appreso l’uso del bronzo. Le Isole Britanniche avevano come unica arma il porridge, una specie di pappetta di fiocchi d’avena che si piazza sullo stomaco del nemico e non va né su né giù per giorni e giorni (che veniva utilizzato anche nell’edilizia per cementare). Quell’arma che aveva già neutralizzato molti avversari nulla poté contro le armi in bronzo. Ancora adesso le Isole Britanniche hanno una paura tremenda del bronzo e alle Olimpiadi arrivano sempre primi secondi o al massimo quarti: non arrivano mai terzi per paura della medaglia di bronzo che gli riporta alla mente brutti ricordi.
Questi primi ariani erano i CELTI GAELICI che costruirono STONEHENGE e AVEBURY, i misteriosi monumenti di pietra di cui nessuno sa con certezza il significato nonostante
sia ormai certo che si tratta di una segnalazione o pista di atterraggio per i dischi
volanti provenienti da una civiltà superiore, ma la nostra cultura occidentale maschilista non avrà mai il coraggio e l’onestà intellettuale di ammetterlo, nel timore che alla guida ci fossero delle donne.. Dopo i Celti Gaelici arrivarono i CELTI BRETONI che, per profonde e inconciliabili differenze religiose e culturali (essi apparecchiavano con il coltello a destra, gli altri lo mettevano a sinistra), li distrussero e cacciarono fino all’estremità della Scozia e dell’Irlanda.
Piccolo dettaglio tecnico: i Celti bretoni avevano le armi in ferro contro le quali le armi in bronzo erano come una specie di pappetta di fiocchi d’avena allo yogurt.A loro volta i Celti Bretoni furono in seguito distrutti e cacciati indietro da invasori successivi dotati di armi in Tungsteno. Poi questi vennero a loro volta cacciati da altri che avevano armi in Vanadio e che furono sconfitti da altri con armi in Cadmio-Cromo che però dovettero cedere di fronti lle armi in Nichel-Selenio-Fluoro degli invasori successivi.
Tutto continuò così con gli invasori che si susseguivano secondo turni organizzati dalla MSC Crociere finché alla fine ritornarono le Isole Britanniche originarie che nel frattempo avevano depositato il marchio «PorridgeÔ» diventando una potenza economica in tutto il mondo con il merchandising della pappetta di fiocchi d’avena. Alcune tribù ariane si sospinsero fino in INDIA dove distrussero tutto, non trovando nessuno che accettava i loro traveller chèques. Fra gli ariani e gli indiani originari l’incomunicabilità restò sempre totale. Gli ariani non si mescolarono mai con gli indiani, mai divisero la mensa con loro né mai si intesero in alcun modo né mai diedero loro le chiavi del frigo. Ecco perché in India è così difficile trovare qualcuno che tiene al Bayern di Monaco! Ciò spiega anche come mai a tutt’oggi in India gli appartenenti alle caste superiori hanno la pelle più chiara e sono disposti a farsi ammazzare piuttosto di giocare una partita di hockey su prato.
CINA
Il primo impero cinese fu quello della dinastia SHANG (intorno al 1.700 a.C.), specializzata nella coltivazione del riso e del miglio. Gli Shang inventarono il gioco dello SHANGHAI che divenne molto popolare e fu giocato un po’ dappertutto e diede il nome a molte città dedite al gioco, fra cui Shanghai, Monopoli, Risiko e, molto più tardi, Las Vegas. Essi era una popolazione conquistatrice e nomade che si stabilizzò solo dopo aver risolto l'annoso problema di far stare il miglio in un chilometro quadrato.
L’IMPERO PERSIANOGli ariani ruppero le scatole persino a una superpotenza come l’ASSIRIA che fu assalita e sconfitta dall’alleanza fra SEMITI e CALDEI a sud e ARIANI e PERSIANI a nordest. L’Assiria venne divisa in due regni. Il PRIMO era l’impero caldeo di Nabuccodonosor che aveva l’inno nazionale composto da Giuseppe Verdi. Il SECONDO era l’impero dei persiani, famoso perché le mogli stavano sempre alla finestra. Ma i membri del coro si opposero a questa alleanza, misero zizzania, e i Persiani distrussero il Nabucco, coro e scenografia compresi.L’imperatore persiano si chiamava Dario I e aveva un territorio sconfinato su cui imperare. Gli serviva perciò un sacco di tempo per andare dall’Egitto all’India all’Arabia al Mar Caspio a fare le pulizie che curava personalmente (non voleva avere estranei per casa) e allora decise di chiamarsi anche Dario II per poter regnare più a lungo e dare a suo figlio il nome di Dario III.
Per fortuna che a quei tempi c’erano cavalli e carrozze velocissimi che permettevano comunicazioni relativamente rapide. I persiani costruirono le prime autostrade del mondo riservate a carrozze e pedoni: erano come quelle di adesso, solo senza il telepass. Era stato risolto in modo brillante anche il pericolo dei predoni: essi potevano assalire i viaggiatori lungo l’autostrada ma potevano attraversare solo sulle cosiddette “STRISCE PREDONALI”.
IL PRIMO SISTEMA FEUDALE
Anche i cinesi vivevano sotto la minaccia dei barbari, nel loro caso i POPOLI MONGOLI, che avevano imparato a domare i cavalli ma non i cavalieri.Contro i Mongoli e la loro ferocia non c’era nulla da fare e uno di questi popoli, i CHOU , conquistarono tutto l’impero Shang fino al fiume Yangtze concedendo la cittadinanza mongola a tutti coloro i quali non superavano il test attitudinale. I Mongoli inventarono il sistema feudale più di mille anni prima degli europei ma non lo
seppe mai nessuno perché la dinastia Chou non ha mai avuto un buon Ufficio Stampa. Questa è una caratteristica comune a molti popoli dell’antichità che raggiunsero spesso straordinari livelli di civiltà ma non seppero farci attorno abbastanza chiasso da interessare i mass media.
Il sistema feudale sopravvisse anche di fronte ai molti invasori che nel 771 a.C. fecero sprofondare la Cina in uno dei suoi soliti periodi di divisione quando cominciarono a dichiararsi guerra da soli mandando una metà dei propri contadini in prima linea a
difendersi dall’altra metà dei propri contadini che erano stati mandati all’attacco. Il risultato fu una lunga serie di pareggi che non giovò a nessuno provocando un salasso di punti in media inglese che in breve mandò la Cina in serie B.Poi, lentamente, quel grande popolo raccolse i propri cocci e attorno al 221 a.C. presentò una straordinaria collezione di ceramiche. Il nome stesso “CINA” deriva dal più forte di quei cocci, il CH’IN, che fino allora si era astenuto dalle guerre ed era stato all’estero a frequentare una scuola di management.
Il principe CHENG (il cui nome in cinese antico significa “Principe che si è astenuto dalle guerre andando invece all’estero a frequentare una scuola di management”) si nominò Primo Imperatore e fece costruire la GRANDE MURAGLIA CINESE, così chiamata dagli studiosi perché era grande, era una muraglia e stava in Cina. Essa si rivelò un’ottima difesa dagli attacchi dei mongoli i quali persero secoli e secoli a girare avanti e indietro alla ricerca del portone d’ingresso. Cheng cercò di imporre come lingua ufficiale l’inglese ma dovette poi ripiegare sul cinese antico che non ricordava più e che comunque parlò sempre con un formidabile accento cockney.
LA GRECIA E LE PRECEDENTI CIVILTÀ MINOICHE ORIGINARIE.
Sono state le precedenti civiltà minoiche originarie che vennero distrutte dalle tribù ariane a daer i natali ai successivi greci (le Pasque invece se le tennero x loro).
LA CIVILTÀ GRECA
La civiltà greca nasce dall’invasione di tribù ariane che distrussero le precedenti civiltà minoiche originarie come ci è stato tramandato oralmente nelle versioni epiche della loro storia nei poemi ILIADE e ODISSEA, messi in forma scritta solo nel secolo VII
quando i Fenici, nelle pause fra un combattimento e l’altro, insegnarono loro a leggere e scrivere.I Greci crearono le città-stato indipendenti Atene, Sparta, Delfi, Tebe, Corinto e isole comprese e inventarono in quell’occasione l’espressione “Isole Comprese”. Queste grandi città combattevano in continuazione fra di loro fermandosi solo ogni quattro anni per apposite gare di atletica chiamate OLIMPIADI. Durante queste gare le città si fronteggiavano come in guerra ma senza mai rivolgersi la parola tranne che nel saluto ufficiale di inizio e fine gara: kalimera e kalispera (che nella lingua greca antica significa “Che minchia di faccia che tieni!” e “Non mi stai guardando la faccia”).
Lareligione greca
I greci erano un popolo molto religioso ma non possedeva una religione di stato né una chiesa, così la Domenica si trovavano tutti in piazza e con la scusa di cercare la chiesa assavano tutto il pomeriggio chiacchierando e passeggiando, gli uomini in piazza e le onne nel gineceo.
La loro religione era il POLITEISMO, parola che in greco antico letteralmente significa: “Chi Più Ne Ha Più Ne Metta”. E
ssi adoravano DÈI famosissimi quali: HÉPHAISTOS, ARES, ARTHEMIS, HÉRA, ecc… e alcune divinità minori fra le quali:
- ADÈS, dio della fretta. Il suo motto era: « Adès o anche prima, se possibile »
- PANE, dio dei sandwiches. Aveva la sua sede nel Mulino Bianco (da cui la Casa Bianca prese il colore)
- ESCULAPIO, divinità degli sculaccioni tenuta soprattutto dai monelli
- KORE, dea degli innamorati (nelle regioni meridionali)
- NERÉO, dio del pallone che anticamente aveva giocato nella Triestina e allenato Padova e Milan
- ANFITRITE, dea dell’artrite (te la faceva venire se non l’avevi: se invece l’avevi già le andava bene così
- i TRITÒNI, un complesso formato da tre dèi che cantavano su tre toni diversi,armonizzandol
- le MUSE, sempre imbronciatel
- le FURIE (che erano le Muse quando s’incazzavano)
- EOLO è l’unico, dei sette: gli altri sei non erano neppure considerati
- i VENTI: il primo esempio di divinità riunite in consorzio operativo.
Inoltre i greci in certi casi eccezionali divinizzavano uomini straordinari che durante la loro esistenza si erano distinti per il loro eroismo. Fra questi iè mpossibile non ricordare:
PIRITOO: uno che aveva sempre fatto ridere tutti (per ottenere il vero nomebasta aggiungere due “s”)
BELLEROFONTE: eroe delle acque minerali e delle fonti sorgive con residuo fisso a 180°C di 1298,4 mg/l
PÈRSEO, eroe dei distratti: perdeva sempre tutto
CÀSTORE, ÈRMELLINO, CÈRBIATTO e MÀRMOTTA, animali sdruccioli che vivono nei boschi
POLLUCE, eroe di quelli che si succhiano il ditone del piede
Ce ne sarebbero ancora tanti altri ma il tempo ci privò di nome, cognome e indirizzo lasciandoci però la casella postale per il Fan Club.
I sacrifici
I sacrifici si distinguono in due tipi di sacrifici:
a) - INCRUENTO: si offrivano fiori, frutta, mobili firmati
b) - CRUENTO: si uccidevano vari animali.
Ogni tipo di animale veniva ucciso in modo diverso dando origine a una serie di sottotipi di sacrifici:
bb) - CANARINI: facendogli precipitare addosso enormi massi
bbb) - MOSCHE: con l’accetta (se la cavavano quasi tutte)
bbbb) - MOSCERINI: col giavellotto (se la cavavano tutti)
bbbbb) - CINGHIALI: a schiaffi
bbbbbb) - TACCHINO: staccando di netto il resto della scarpetta
bbbbbbb) - TRICHECHI: chiudendoli in una sauna
bbbbbbbb) - ELEFANTI: di vecchiaia (servivano boia molto pazienti)
bbbbbbbbb) - CAVALLI: a vapore (venivano più digeribili)
bbbbbbbbbb) - PAVONI: ignorandoli
bbbbbbbbbbb) - GALLINE: lesse
bbbbbbbbbbbb) - ANATRE: scrisse
A volte si arrivava ad immolare anche 100 buoi in un colpo solo e in questo caso il sacrificio prendeva il nome di ECATOMBE. A volte invece si sacrificava un bue solo, ma se il padrone del bue possedeva solo quello, per lui era un’ecatombe ugualmente.
I funerali
Si celebravano solo dopo la morte. Le unità di misura dei greciI greci non conoscevano orologi meccanici ed ereditarono gli orologi a sole dai babilonesi i quali avevano però l'insoiegabile difetto che di notte si fermavano.
I Mesi.
I mesi in Grecia cambiavano ogni mese. Inoltre o loro nomi mutavano da luogo a luogo e di mese in mese riuscendo così a rinviare all'infinito il versamento dell'IVA.
I nomi dei mesi (a titolo puramente indicativo ci limiteremo al calendario attico in cui tutti i nomi dei mesi finivano in -one, dall’inglese “one” per significare che di quel tipo di mese ce n’era uno solo):
ECATOMBEONE (luglio) - così detto perché faceva così caldo che se si usciva senza cappello avveniva una strage
METÀGITNIONE (agosto) così detto perché la seconda metà di GITNIONE viene calcolata l’anno dopo
BOEDROMIONE (settembre) così detto dall’esclamazione attica “Porco Bove!” utilizzata polemicamente perché sta finendo la bella stagione
MEMACTERIONE (ottobre) : Ottobre
PIANEPSIONE (novembre) così detto perché in quel mese tutti andavano piano per motivi psicologici.
POSIDONE (dicembre) : mese dedicato al dio del Mare perché andare al mare in dicembre era ritenuto molto chic
GAMELIONE (gennaio) : mese dei giochi (dal termine inglese “game”)
ANTESTERIONE (febbraio) : letteralmente: ”mese che viene prima di STERIONE (un mese più antico che è stato poi abolito perché durava solo venti minuti
”ELAFEBOLIONE (marzo) : quando Febo comincia a fare la parte del leone: “E là Febo (fà il) lione”.
MUNICHIONE (aprile) : starebbe per “minchione” perché, essendo il mese del dolce dormire, quelli che vanno in giro tutti isfoderano un'aria da minchione
TARGELIONE (maggio) : mese in cui scadono i termini per i ricorsi al TAR
SCIROFORIONE (giugno) : letteralmente: “mese che fa uscire il leone” (cioè il sole dell’estate). Il nome deriva da "scire fori", verbo tipico della Magna Grecia che significa: “uscire fuori”.
Misure di peso. Lunità di peso, corrispondente più o meno a 4,36 grammi, era chiamata DRAMMA, perché appena le donne greche ingrassavano di grammi 4,36 facevano un dramma.
Misure di lunghezza. L’unità di lunghezza era il PIEDE, detto pùs (cm 30,4).
Misure intermedie:il DITO: cm 1,9 - il PALMO (pollice-mignolo): cm 7,6 - il PALMO CORNUTO (indice-mignolo): cm 6,5 - il CUBITO (tipo dado: veniva usato per misurare il brodo) - il ORGYIA (molte dita, tutte di persone di sesso diverso): m 1,82 - il PLETRO (cento piedi, tutti appartenenti ad un uomo di nome Pietro di età compresa fra i 30 e i 40 anni): m 30,40 - lo STADIO (somma dei piedi delle persone presenti in uno stadio): m 190 - la PARASANGA PERSIANA (misura intima di alcuni superdotati dell’Asia Minore): km 5,7.
Misure di altezza. L’unità di altezza era lo stesso piede delle misure di lunghezza ma messo in verticale, cioè: IN PUNTA DI PIEDI (cm 30,4).
Misure di superficie. Il PIEDE QUADRATO (aveva bisogno di una scarpa apposta) : mq 0,0924 - il PLETRO QUADRATO (un quadrato con cento piedi per lato, tutti quanti appartenenti a una sola persona di nome Pietro) : circa mq 1.000
LE DONNE
Le donne greche erano tutte bellissime, quasi come gli uomini, ma un po’ più pelose. Esse, specie se ATENIESI e di ottima famiglia, venivano segregate in casa nel gineceo poiché l’Uomo greco era gelosissimo e temeva che la donna potesse incontrare qualcuno che la depilasse. Le donne di SPARTA invece erano più libere e potevano anche uscire dal gineceo e andare in bagno, qualche volta.
Le ETÉRE invece erano donne di costumi corrotti e giacevano su richiesta con ogni tipo di essere vivente. Potevano fare quello che volevano ed erano dotate di molto ingegno e cultura e partecipavano alle attività sociali. Erano molto richieste nelle feste ma anche nei giorni feriali e nelle loro case si radunava il fior fiore dei cittadini che venivano intrattenuti con suoni, balli, strip-tease, cocktails e proiezioni di pellicole licenziose in cui si vedevano le stesse etére giacere su richiesta con ogni tipo di essere vivente.
In conclusione: poiché le etére si divertivano molto e le donne legittimamente sposate no, quest'ultime cercavano disperatamente di iscriversi al loro club ma senza risultato storicamente certo.
LA CASA
La casa greca era costituita di due piani sovrapposti: l'ANDROCEO riservato agli uomini (a pianterreno per non far fatica) e il GINECEO riservato alle donne, al piano di sopra (per fare fatica) (fra i due piani non c’erano scale). Sul retro della casa c’era un bel giardino tutto ordinato con le piante femmine nel gineceo e le piante maschie che andavano e venivano e accoppiandosi con tutti i firoi che volevano. l’educazioneNella Grecia Antica erano tutti molto gentili e se li salutavi di solito ti rispondevano: se non lo facevano non erano gentili. Oppure erano di Sparta.
I bambini venivano cresciuti fino all’età di 5 anni dalla nutrice che li nutriva e allattava in certi casi anche fino all’età di 35 anni (ma solo se ne valeva la pena).
Quando i bambini diventavano giovani (come se fossero mai stati vecchi!) studiavano MUSICA (che comprendeva tutto, dall’arte di disegnare all’arte di cancellare), e GINNASTICA dove venivano insegnati tutti i giochi atletici: danza, nuoto, equitazione, corsa, salto, saltino, bandiera, guardia e ladri, cow-boys e indiani, trivial pursuit, il quizzettone, la cavallina, tirarsi giù i pantaloni, dottore e infermiera, capriolette e nascondino (molto utile in caso di guerra).
Chi faceva schifo in ginnastica affrontava gli studi superiori con retori, sofisti e filosofi che insegnavano RETORICA, SOFISTICA E FILOSTICA, ma le scuole erano private e le rette (come dimostrò Pitagora) erano infinite: Protagora per un corso di lezioni voleva 100 mine! erano corsi davvero esplosivi...
LE COLONIE
In Grecia si stava talmente bene che i greci pensarono di aprire delle scuole identiche in altri posti. Nacquero così un po’ dappertutto nel Mediterraneo le famose Colonie: questo è il primo esempio di franchising nella storia delle civiltà. In un primo momento nelle colonie i greci mandavano i bambini per le vacanze estive ma poi, visto che si divertivano tanto da non voler tornare indietro, decisero di renderle indipendenti.
Le prime terre occupate furono le vicine coste dell’Asia Minore, che si distingue dall’Asia Maggiore perché di notte si vede il Piccolo Carro.
Poi i greci ridussero a Colonia l’isola di CRETA che prese il nome da quelli che ci andavano a vivere che erano ritenuti dei cretini: infatti là non c’era neanche un locale per divertirsi e non c’era assolutamente niente da fare se si eccettua il sirtaki che era un ballo molto sexy ma lo ballavano solo gli uomini (se non sono cretini questi...).
Altre colonie si diffusero lungo le coste del Mediterraneo e un sacco di gente saliva sulle navi messe a disposizione dalle città che inoltre fornivano viveri, sementi, attrezzi, apparecchi radio, libri e quaderni a patto che si togliessero dai piedi. Queste terre di greci fuoriusciti si chiamarono Magna Grecia perché erano popolate soprattutto da gente che pensava solo a mangiare (molti uomini politici del nostro tempo provengono da là). Nell’isola di ISCHIA si sono ritrovate alcune case risalenti ai greci che scapparono sorpresi da varie eruzioni vulcaniche. E dagli ultimi scavi sembra che molti di loro abbiano lasciato la luce accesa.
LE NAVI.
La tipica nave greca era chiamata TRIREME. Era leggera e velocissima ed era così chiamata perché aveva solo tre remi spinti da tre omoni enormi e fortissimi: uno remava a destra, uno remava a sinistra e un terzo stava sulla coda facendo da alettone. La trireme aveva forma bislunga e portava un equipaggio costituito da duecento uomini: due tiravano la nave in secca tutte le sere e gli altri centonovantotto si dividevano in gruppi di sessantasei e trasbordavano a braccia i tre enormi rematori. Inoltre la trireme era decorata in modo che da lontano sembrasse un mostro marino: a prua era dipinto un occhio per spaventare i pesci e a poppa c’era una decorazione chiamata aplustre che riproduceva la faccia di Magalli. Le trireme rimasero in attività per molti anni e quelle con maggiore anzianità di servizio si riconoscevano dalle spesse lenti degli occhiali davanti all’occhio di prua.
Fra le città più importanti della Magna Grecia ricordiamo:
PAESTUM, abitata da grandi picchiatori;
SIBARI, gemellata con Notaranto;
NASSO, gemellata con MENNTO
METAPONTO, perché l’altra metà non fu mai costruita
Le città-stato: Atene e Sparta.
ATENE.
Nel 507 ad Atene il potere dominante si mise in società con il popolo. Il capo ateniese CLISTENE (che significa “Uomo dedito all’enteroclisma”) chiamò questo nuovo tipo di società DEMOCRAZIA, nella quale il potere passava nelle mani del popolo. Il popolo fu molto felice. Un po' meno quando scoprì che toccava al popolo pagare le spese notarili.
Questa “democrazia” all’inizio era piuttosto rudimentale: le donne non potevano uscire di casa la sera e gli schiavi non potevano uscire di casa di giorno. Il risultato fu che le donne si divertivano pochissimo e gli schiavi in poco tempo rischiavano di estinguersi. Si decise così di lasciare uscire le donne di sera ma di tenere in casa i figli degli schiavi, soprattutto i più carini, in modo che gli uomini greci non si annoiassero. Atene era la città più grande non tanto come capacità militare quanto per cultura e civiltà. Gli ateniesi lo sapevano e se la tiravano molto.
Per ottenere la cittadinanza si doveva superare un apposito test d’intelligenza in tre domande:
a - “Vorresti diventare cittadino ateniese?” ed essendo un popolo democratico venivano accettati tutti tranne quelli che rispondevano “no”. Le altre domande erano:
b - “Perché sì?”
c - “Perché no?” (secondo i casi)
d - “Dai, pensaci: non vorresti cambiare idea?” (in ambedue i casi).
Il cittadino di Atene era orgoglioso di essere ateniese e in quanto tale nessun ateniese avrebbe mai accettato di cambiare la propria cittadinanza con due di un altra città, a meno che quei due non fossero dei ragazzi molto carini.La partecipazione alla gestione della città era totale. Il grande PERICLE era solito ripetere: “Un Uomo che non partecipa alla cosa pubblica noi non lo chiamiamo politicamente inattivo: noi lo chiamiamo quattro ore al giorno a casa nostra a fare i mestieri”.
SPARTA
Se la democrazia di Atene era all’avanguardia nella filosofia e nel tempo libero, l’ARISTOCRAZIA che governava Sparta dedicava tutte le proprie energie al mantenimento e al miglioramento di un esercito eccezionale. A Sparta tutti pensavano alla guerra e venivano addestrati a combattere fin da piccoli. Chi non combatteva era un deficiente. Però i deficienti vivevano molto più a lungo, facevano un sacco di soldi e alla fine andavano ad abitare all’estero. I cittadini spartani venivano arruolati nell’esercito fin dalla nascita e il servizio di leva durava un anno (poi ridotto a quindici mesi).
Il conflitto fra Sparta e Atene
Esso era inevitabile e toccò il vertice con la guerra del Peloponneso che continuò per oltre trent’anni e fu vinta da Sparta ai rigori... Atene però fece ricorso per un fallo di mani in area e portò come prova la moviola. Si sarebbe rifatto tutto da capo se non fosse intervenuto Filippo II dall'estero a conquistare tutt’e due. Quando poi seppero che Filippo II era il re della Macedonia il maggiore quotidiano greco titolò: ”Siamo alla frutta”.
FILIPPO IL MACEDONE
I Greci erano all’avanguardia nel mondo in campo filosofico (bella forza: erano gli unici!) ma militarmente ci pensò Filippo Il Macedone ad aggiornarli. Egli era talmente forte che gli bastavano le falangi per vincere tutti i nemici: raramente fu costretto ad usarel’intera mano.
Il sogno di Filippo era conquistare la Persia e ne parlava con tutti finché un giorno venne colpito da una persiana che gli cadde sulla testa dal terzo piano. Per un po’ si parlò di attentato ma poi, riparata la finestra, non se ne parlò più.
ALESSANDRO MAGNO.
Figlio di Filippo fu ALESSANDRO MAGNO, il cui maestro privato era un povero supplente di nome Aristotele. Fu egli a realizzare il sogno paterno. Invase la Persia e in soli 11 anni (compresi due di recupero perché fece il biennio) conquistò non solo la Persia ma anche un sacco di regioni che non trovavano più da molto tempo: erano regioni Perse.
Alessandro Magno morì di febbre bassa nel 323 a soli 32 anni, dopo aver condotto il suo esercito per più di 20.000 chilometri senza fare neppure un cambio d’olio (record tuttora imbattuto). In punto di morte, con l’intento di diffondere i suoi ideali culturali e filosofici in tutto il mondo, Alessandro divise il proprio regno affidandolo a tre suoi generali, sicuro che avrebbero portato avanti i suoi ideali di liberalità e buon governo. In particolar modo egli si fidava di Tolomeo il quale infatti non si montò la testa limitandosi a creare una dinastia personale di Faraoni in Egitto che da lui presero il nome di TOLOMEI.
Nella grande città di ALESSANDRIA D’EGITTO fu costruita la famosa BIBLIOTECA OMONIMA dalla quale però non si potevano avere libri in prestito (i tesserini non erano ancora stati inventati). Che peccato! La gente però non se ne accorse perché erano tutti analfabeti. Quando qualcuno chiedeva della biblioteca rispondevano: “...ma che biblioteca d’Egitto!”.
GLI ETRUSCHI.
“Gli ETRUSCHI sono un popolo misterioso che non aveva nessuna intenzione di diventarlo”, come scrisse Endotar Ezizàziz in “Etruschi e Truschi”, un articolo pubblicato su “Psychosomatic Hysterical Historical Research”, 33, 1988.
Gli ETRUSCHI dominarono il mar Mediterraneo fra il 680 e il 550, togliendo la supremazia ai Fenici che avevano dominato il mar Mediterraneo fino a quel momento. In seguito però i Fenici convinsero gli Etruschi ad allearsi con loro per dominare il mar Mediterraneo e finirono male tutti e due, conquistati dai Greci che dominarono il mar Mediterraneo fino all’intermezzo pubblicitario. Ma poi i Fenici convinsero i Greci ad allearsi con loro per dominare il mar Mediterraneo e finirono male anche loro. Tutto questo per dire che se vi capita qualche fenicio che vi propone di allearsi con lui, non fatevi trovare in casa...
Gli Etruschi davano molta importanza alla religione. Credevano a una continuazione dopo la morte e seppellivano i propri defunti circondandoli di cibo, oggetti d’arte, gioielli, monete d’oro, soldi, contanti e assegni per potersela cavare nell’aldilà. Secondo la loro religione tutte quelle ricchezze, una volta sepolte, non potevano più essere toccate da alcun essere vivente. Gli unici poco religiosi fra gli Etruschi erano i becchini, che però guarda caso erano tutti molto ricchi.
Postato da Francesco Salvi alle ore 20:55:22 in STUMO
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