Blog - Francesco Salvi

28-01-2006

PERRY NASO E ZATAPAK

PERRY NASO É ORGOGLIOSO DI PRESENTARE ZATAPAK IL MAIALINO (il maialino è quello senza cappello)

Postato da Francesco Salvi alle ore 23:49:00 in PERRY NASO

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06-01-2006

PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

FACCI CASO, PERRY NASO !

Presentazzzione dei personaggi della SAGA
Il presente sito è orgogliosamente nota di presentare i personaggidella formosa serie «LE AVVENTURE DI PERRY NASO» già vincitrice dicaterve di premi qui, qua, lì, là, un po’ più qui, un po’ più qua, unpo’ più lì, un po’ più là.


PERSONAGGI

- PERRY NASO. Investigatore, Avvocato,Giudice e Parrucchiere per Signora. Sotto quell'aria perennementedistratta e incapace di concentrarsi per più di cinque minuti sopra unnuovo caso nasconde un'attenzione perennemente distratta e incapace diconcentrarsi per più di cinque minuti sopra un nuovo caso. Che siaperché dopo cinque minuti l'ha già risolto? Mah!

Il Colonnello ZATAPAK. L'assistente fidato e agente segreto, specializzato in travestimenti. Lavorava per Scotland Yardquando, travestitosi da maialino per una missione segreta, rimasevittima di un crampo e non è più riuscito a ritornare quello di prima.Si spiega solo a grugniti ma Perry lo capisce benissimo lo stesso.

BELLA. La segretaria. Crede di essere bella, invece è bellissima. Ècompletamente svanita. La sua maggiore preoccupazione è trovare uncolore di smalto per unghie che si intoni con lo svolgimento del caso da risolvere.

IL COMMISSARRRIO VADAVADA. L'unico commissario al mondo con tre "erre".Non crede all'abilità di Perry e sospetta sempre di lui, anche se lotrova simpatico.

IL SERGENTE O’HARA. Molto serio sul lavoro, non ride mai per paura che gli cada il distintivo.

POLBRAKE. Dovrebbe essere  il braccio destro di Perry, ma è sempre attaccato a quello sinistro di Bella.

IL DOTTORE. È il dottore, e basta. Il di nome e Dottoredi cognome. Arriva sempre un po’ in ritardo rispetto a quando serve algrido di: "Sono il dottore, fatemi entrare!", e poi rimane chiuso persbaglio in qualche stanza al grido di: "Sono il dottore, fatemi uscire!"

Postato da Francesco Salvi alle ore 16:20:52 in PERRY NASO

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06-01-2006

UN VOLO NOTTURNO

LE AVVENTURE DI PERRY NASO

Il presente sito (sito in sito) è orgogliosamente di presentare laformosa serie «LE AVVENTURE DI PERRY NASO» già vincitrice di caterve dipremi in un sacco di contesti non solo in tutto il mondo ma ancheovunque. L’avventura di oggi synt (nel enso “sintetico”) ’itola:

UN VOLO NOTTURNO

Sembrava una notte come tutte le altre quando tutt’a d’un tràtto aPerry Naso gli squillò il telefono in faccia. Era sua abitudine dormirecol telefono in faccia per essere sicuro di non voltare le spalle allagente quando rispondeva. Era una persona molto educata, Perry. A direil vero, più che educata direi che Perry aveva naso per certe cose.Anzi, a dire la verità era Naso che aveva Perry per certe cose.
Il telefono squillava ma Perry Naso non si svegliava. E doposettemilaottocentoventicinque squilli e dopo che la cornetta avevatremolato fino a farsi venire l’ernia, sia il telefono che l’erniaavevano appeso, stufi marci. E proprio in quel momento il notoInvestigatore, Avvocato, Giudice e Parruc-chiere per Signora saltòsud  al divano con la faccia tutta cosparsa di piccoli squilli deltelefono, tan-to che sarebbe stato sufficiente sfiorargli la pelle persentire una squillante sinfonia.
E così dopo nemmeno un’ora, giusto il tempo di farsi una fantasticamessa in piega guardando la TV, due Perry Naso e due Zatapak siprecipitavano sul marciapiede notturno lucidato a specchio dallapioggia bagnata che era scesa dagli strati più alti dell’atmosferaportando con sé una mistura di spray per pavimento smacchianti e c’eradapi che stazionavano sospesi sopra la città di New York. Il primoPerry partiva dall’alto e arrivava coi piedi fino a terra e il secondopartiva dai suoi piedi sulla strada e continuava a testa in giù versoil basso. Zatapak lo stesso, solo un po' meno alto. Cap-peri: eraproprio lucidato a specchio, quell’asfalto!
Poco dopo e a molta distanza da lì, nemmeno un passante distrattoavrebbe potuto fare a meno di notare un impermeabile con dentro uninvestigatore che usciva da un taxi insieme a un maialino che portavaocchiali da sole sulla fronte e fischiettava un motivo imbarazzante.
Perry Naso controllò l’indirizzo: via Speri Mentale angolo WootnahoogaPark. Non potevano es-serci errori. Erano arrivati. C’era un sacco digente, ma erano tutti molto ordinati. Le forze dell’ordine avevanoorganizzato i presenti in modo che tutti potessero vedere senzaintralciare le operazioni della polizia. In pratica c’era una filaindiana che partiva da Times Square e andava fino in via S. PeriMentale dove era accaduto il fattaccio. E proprio lì, col suo cappellodi feltro grigio e l’espressione accigliata, c’era ad attenderli ilcommissarrrio Vadavada, l’unico al mondo con tre er-re. Perry Nasos’alzò il bavero della giacca a proteggere il collo pensando che seesiste il bavero dovrebbe esistere anche il bafalso! E in quel caso che forma avrebbe? Nessuna in particolare perché in quel caso sarebbe il collo a non essere sincero…
— Buonasera mister Perry, finalmente è arrivato — disse il sergente O’Hara.
— Cos’è successo, commissarrrio? – chiese il detective.
— E lo chiede a me? – rispose Vadavada.
— Come va, commissarrrio? – chiese Perry a una signora di passaggio,che aveva il biglietto n° 12 della coda.  Infatti c'erano talmentetanti curiosi che avevano dovuto fare come dal macellaio [e ci fu ancheuno che si portò a casa un’enorme costata (di bue) che chissà quantogli sarà costata (di bue)].
— E me lo chiede a me? – rispose la signora 12.
— Mi spiace ma il commissarrrio se lo chiedo a lui s’arrabbia: allora ho pensato di rivolgermi a lei che è una sua parente…
— Come fa a sapere che siamo parenti? – chiese la signora all’unisono con se stessa.
— Lei ha il n° 12 della coda, gentile signora. E di solito ilcommissarrrio riserva i primi venti po-sti della fila a parenti eamici, e siccome lei non ha proprio l’aria di un compagno di bagordidel commissarrrio, credo di poter dedurre…
— D’accordo, d’accordo, non facciamola tanto lunga o la sbatto dentro, dilettante da strapazzo! – biascicò Vadavada.
— È sua zia?
— Sì.
— L'ho capito dal fatto che...
— Ha il mi stesso numero di scarpe?
— ...no: che lei ha risposto “sì” alla mia domanda.
Il commissarrrio Vadavada, l’unico al mondo con tre erre, fece fatica atrattenersi a stento e allora si trattenne con facilità.
– Mi dica piuttosto ciò che deve dirmi e poi se ne torni da dove è venuto — aggiunse.
— MA... in realtà sono stato chiamato da qualcuno. Non è stato lei?
— No —  rispose secco il tutore dell’ordine.
— Sono stato io! —  disse a voce alta il sergente O’Hara – Volevoessere sicuro che qualcuno ri-solvesse il caso prima dell’alba! — Ilcommissarrrio, offeso, tentò di strangolare il proprio subalter-nostringendogli il collo con la presa Franzenthal-Lœbb. Ma il collo delsergente O’Hara e le mani del commissarrrio Vadavada erano di duemisure diverse e la cosa si risolse in un nulla di fatto.
A quel punto Perry Naso disse,  come nulla fosse:
 — Allora cos'è successo, commissarrrio? – comenullafossò Perry.
Il commissarrrio mollò la presa e inspirò profondamente.
— Vede quest’uomo che già c’è a terra? – disse, mentre O’Hara stendeva il verbale.
– E’ precipitato giù dal diciottesimo piano dell'albergo Rix — disse O’Hara mentre stendeva il verbale.
— Sarebbe meglio dire che è stato buttato giù da una finestra dell’albergo Rix — disse il commis-sarrrio.  
— Sospettiamo il portiere — disse O’Hara. Il commissarrrio s’incazzò.
— Perché vuoi già dargli la soluzione, deficiente di un deficiente?
— Così andiamo a casa prima.
— La finestra era aperta o chiusa? — chiese Perry Naso.
— Secondo lei? — commissarrriò Vadavada.
— Chiusa prima e dopo il volo, aperta durante — rispose il detective. — Permette che guardi da vicino il corpo del reato?
— Certo, non è mica roba mia! – accondiscese il sottufficiale.
Perry Naso si accovacciò per guardare da vicino il corpo del reato chenon apparteneva al sottuffi-ciale, sdraiato sull’asfalto tirato aspecchio dalla pioggia che era caduta per ore e ore e ore negli ul-timidieci minuti.
— Il suo corpo ha assunto una strana posizione — , commentò Perry.
—Sì —  continuò Vadavada — come se… come se…
— Nessuno sa spiegare il perché di questa strana posizione che il corpoha assunto durante la ca-duta — tagliò corto O’Hara che voleva essere ac assassina prima dell’alba.
— Qualcuno sa spiegare questa strana posizione che ha assunto il corpodurante la caduta? – gridò l’investigatore rivolto alla coda.
— No, nessuno! —  rispose personalmente la coda.
— Ogni volta che succede qualcosa siete sempre qui intorno a curiosaree vigliacco se c’è uno che riesce a capire qualcosa! — li rimproveròPerry Naso.
— Sono sempre qui intorno a curiosare e vigliacco se c’è uno che riesce a capire qualcosa! – com-mentò il commissarrrio.
— È vero, non ci avevo fatto caso – disse Perry Naso.
— Se non ci fossi qua io lei non farebbe caso a niente! —  tuonòVadavada. Proprio in quel mo-mento tuonò un tuono in cielo che fecesembrare il tuono del commissarrrio una soffiata di naso. Tutta la codascoppiò a ridere:
— Ah ah ah! — (la coda).
— E se ora io vi sbattessi tutti dentro per oltraggio alla corte? — minacciò Vadavada, minaccioso.
Silenzio.
— Ah ah ah! —  ahahahò un tizio scoppiando a ridere fuori tempo.
— Perché ha riso in ritardo? — chiese Perry Naso, offeso.   
— Mi scusi, sono appena arrivato —  si scusò il tizio. L’incidentevenne presto dimenticato e sic-come c’erano altre cose da fare nessunosporse denuncia e il tizio poté continuare a ridere fuori tem-po finchémorte non vi separi.
— Sono innocente! – gridò il portiere all’improvviso.
— Taci tu, buttatore giù di gente dal diciottesimo piano degli alberghi! —  lo apostrofò Vadavada.
— Lo lasci parlare —  disse Naso. — Non si può mai sapere: potrebbe anche avere torto!
A quelle parole il portiere si liberò dalla stretta dei due enormiagenti che lo tenevano stretto nel-l’enorme stretta dei due enormiagenti e continuò, visibilmente scosso.
— Stavo vedendo la finale della Champions League in TV e ora che lagiustizia avrà fatto il suo corso, sarà già finita da un pezzo!
— No: la Giustizia sa essere anche veloce, alle volte! – gridò PerryNaso, dopodiché si sedette sul bordo del marciapiede e s’addormentò dicolpo.
I presenti stupiti si guardarono in faccia stupiti: chi mai s’aspettava un addormentamento così im-provviso?
Stupore generale.
— Chi mai s’aspettava un addormentamento così improvviso? —  disse il sergente O’Hara.
— Qualcuno chiami mia mamma! – gridò un’ambulanza che era già lì perònon poteva fermarsi perché doveva andare alla scuola serale.
– Non preoccupatevi, sta benissimo! — tranquillizzò tutti ilcommissarrrio con il solito tono bur-bero. — Fà sempre così quandopensa. Come il famoso matematico Paul Erdős: solo che quello là alleconferenze s’addormentava per davvero e quando lo svegliavano dicevache stava pensando mentre invece il qui presente Perry Naso sta davveropensando e se lo svegliati vi dirà che stava dormendo!
Il racconto di quell’aneddoto così sorprendente interessante ededucativo non provocò alcuna rea-zione fra la folla.  In quelmomento, all’improvviso come s’era addormentato, Perry Naso sirisve-gliò.
— Sono sempre stato solo, sapete? Mio papà se n'è andato di casa che ionon ero ancora nato. Mia mamma anche. Non c'era nessuno in casa. Sonodovuto nascere da solo. E suonava anche il telefo-no. Per risponderedovetti aspettare qualche anno, fino a quando non imparai a parlare.Quello che aveva chiamato mi sembrava un po’ nervoso e non trovai altroda dirgli che “Mi scusi, ma qualcuno ha messo giù la cera in corridoioe continuavo a scivolare”! — Intanto una piccola folla s’era radu-nataattorno all’investigatore che parlava di sé e lo ascoltava in silenzio.
— Ma cosa c’entra adesso tutta questa storia? — chiese il sindaco cheera intervenuto di corsa, tant'è vero che era ancora in vestaglia,perché non presentandosi al cospetto di una così nutrita adu-nazionepopolare temeva di perdere le prossime elezioni.
— Lo lasci parlare, signor sindaco… — interruppe il commissarrrioVadavada. — Lei non imma-gina neppure lontanamente cosa sarebbe capacedi fare quell’isterico pur d’attirare l’attenzione!
— Ebbene sì! —  continuava Perry Naso con piglio da oratore — Seguardo indietro nella mia vi-ta posso dire che sono sempre statoisolato. Bè, no… non sempre: solo quando cantavo. Al servizio militaredopo avermi sentito fare la doccia mi hanno spedito in un corpospeciale dove mi usavano arma impropria: mi mandavano a passeggiaredavanti alle linee nemiche dove appena attaccavo a  canticchiarequalcosa (con una doccia in mano per non perdere l’ispirazione) inemici si arrendeva-no a raffica. Un successo pazzesco! Gruppi dinemici che gettavano le armi a frotte: una frotta qui, una frotta lì…In un attimo ero così pieni di frotte che non sapevo più dove metterle.A questo punto i nostri dovevano solo presentarsi armati di camion ecucchiaini.  Avreste dovuto vedere come li ri-ducevo, i nemici! Sipresentavano smunti, storti, scivolosi: distrutti nel fisico e nelmembrale. Era uno spettacolo così penoso che ben presto ci fu vietatodalla convenzione di Ginevra. Come arma però ero pericoloso. Ricordoinfatti che una volta mi sono distratto e ho cominciato a cantaresotto-vento ottenendo l'effetto contrario: i nemici vedevano me dispalle mentre i miei compagni uscivano a frotte dalla trincea con lemani alzate. Se non ci fosse stata una seconda improvvisa quantoprov-vida inversione del vento non sarei qui adesso a raccontarvelo.Quel giorno sono stato dichiarato, contemporaneamente, disertore ederoe di guerra: potenza della musica!
Un applauso scrosciante salutò la fine della dissertazione non perchéqualcuno avesse capito qual-cosa ma soprattutto perché, qualunque cosafosse stata, era finita.
Una signora anziana con due cappellini verdi piangeva come due fontane.Due fontane anziane ri-devano come una signora con un cappellino verde.
Tutto è simmetrico, in natura.
— Bene, adesso tutti a casa – disse il commissarrrio Vadavada. – Frapoco arriveranno quelli della scientifica, poi faremo le misurazionidel caso e vi assicuro che verso Natale dell’anno prossimo…
 — No, un momento! – interruppe Perry Naso. — Anch'io ci tengoalla finale di Coppa e non mi voglio perdere il secondo tempo! Quindisvegliamoci e procediamo con logica!
Così dicendo l’investigatore si abbassò verso l’uomo che già c’eva aterra da tempo indeterminato secondo l’equazione di Heisenberg.
— Dalla posizione del corpo sull'asfalto — principiò Perry — si vedesubito che questa persona è precipitata mentre cantava "O Sole Mio"! —mormorio di approvazione e stupore. — Eppure costui non è di Napoli! —aggiunse Perry Naso. Applausi, mormorio di approvazione e stupore. —Infatti — continuò — quest'uomo è turco, si chiama Frii Froslo e ha 45anni, ma dopo questo volo ne di-mostra almeno un paio in più! – gliapplausi aumentarono, la gente s’alzò in piedi in un mormorio diapprovazione e stupore, due cominciarono freneticamente a pettinarsi escoppiò un’ovazione pazzesca ma disordinata, tant'è vero che una delleuova colpì in piena fronte il sindaco.
— Incredibile! — esclamò ammirato il sergente O’Hara — Ma come ha fatto a indovinare tutto questo in così poco tempo ?
— Perché non ce n’era di più, altrimenti me la sarei presa comoda...
— Ma come ha fatto? — chiese la coda.
— Chi? — disse Perry.
— Lei! — urlò la coda.
— A fare cosa? — disse Perry che era un maestro nel tendere la tensione al massimo.
— A indovinare tutto questo in così poco tempo!
— Semplice: il Colonnello Zatapak ha trovato i suoi documenti sotto ilmarciapiede: se non lo fermavo se li mangiava tutti sul posto! —Zatapak diede grugnito affermativo. — Ciò spiega anche delitto, moventee colpevole. — Vi fu un “oooo” seguito un mormorio di approvazione estupore.  — Sergente O’Hara — riprese Perry. — Vede per casoqualche tabaccaio aperto nella zona?
— No, sono tutti chiusi per la settimana di chiusura in via sperimentale.
— E questa via come si chiama? — Il sergente O’Hara controllò ilverbale ed emise la tripla “o” di “omosessuale” in segno di sorpresina.Poi rispose:
— Via "SPERIMENTALE".
— Infatti! —  continuò Perry. — Quest'uomo, essendo turco, fumacome un turco e non può resi-stere senza fumare più di 10-12 minuti, unquarto d'ora con la condizionale. Non conoscendo la cit-tà, ha sceltoun albergo a caso senza sapere che proprio in questa via i tabaccaisono chiusi per tutta la settimana. Al solo pensiero di non poterfumare egli è impazzito, ha scambiato la finestra del bal-cone per laporta della stanza e, credendo di uscire a comprare le sigarette, è caduto giù dal terraz-zo, cantando durante il volo per darsi un tono!Il caso è risolto: il colpevole è la vittima! Vuole una sigaretta,signor turco?
— No, per carità, non fumo più! — risponde Frii Froslo di 45 anni. — È proprio vero che il fumo fa male: e che male! Ohi ohi!
— Complimenti signor Naso! Lei ha risolto il caso semplicementeusandola logica — ammise il Commmisssarrrio Vadavada, che perl’emozione oltre alle tre "erre" ci mise anche tre “esse”.
— Ma, mi dica: come ha potuto quest'uomo cadere dal 18° piano e non farsi niente?
— Semplice! —  risponde Perry.
— Oeuh ma cazzo!, è tutto semplice per lei? E allora cosa sono io, un cretino?
Seguì un silenzio imbarazzato. Solo il sergente O’Hara tossicchiò guardando altrove. Perry Naso riprese.
— Come vede all'albergo stanno facendo dei lavori di restauro dellafacciata, e hanno mandato in tintoria tutti i piani compresi fra ilprimo e il 18°: perciò il turco praticamente è precipitato solo dalpiano terra! E ora andiamo tutti insieme a vedere il secondo tempodella partita!
Perry Naso, il maialino Zatapak, tutto il gruppo il gruppo deicuriosi,la polizia e il sindaco se ne andarono a dormire (ognuno a casapropria) appena in tempo perché stava per scadere l’intervallo dellapartita e il noleggio del marciapiedi.
Per la cronaca la partita è finita 5 a 1 per tutte e due le squadre.

Morale della favola, da sempre rimembrare: “Aspetta fino in strada - prima di fumare”.


Postato da Francesco Salvi alle ore 03:41:57 in PERRY NASO

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