25-11-2006
PENSIERINI

per uscire dal solito tram-tram
La collezione di foruncoli l'ho finita, adesso comincio quella dei microscopi. Cioè avrò degli scopi sempre più piccoli.
«Da Roma a Milano in macchina 3 ore e mezzo», dice sempre il mio amico Anacanaparìsi. Un giorno telefonano a sua moglie Anacarda dall’ospedale. Lei arriva, guarda il marito conciato da sbattere via e fa: «Ci ha messo 3 ore e venti».
— Gli appuntamenti al buio non mi piacciono proprio.
— Io vado solo a quelli. Alla luce non mi vuole nessuno...
Il cantante Paul Young di suo è alto due metri e dieci ma ancora non contento si mette un metro e trenta di tacchi. Alla fine quanti metri è alto? Tre e trenta, quattro meno venti. E Cristina Chiabotto, la miss Italia più alta di tutti i tempi e Paesi? Da sola è alta 1 metro e 90, quand'è con Del Piero di fianco diventa sei metri e cinque.
I più e più più e più più e più più e più volte campioni del mondo e olimpici e di canottaggio, i mitici fratelloni Abbagnale hanno deciso di ritirarsi. Hanno tirato i RENI in barca.
L’unico modo che ho di fare colpo su una ragazza è darle un pugno.
Postato da Francesco Salvi alle ore 21:02:21 in OPERE
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17-02-2006
da «HO I CAPELLI CHE MI VANNO STRETTI» di Francesco Salvi -

LA PORTINERIA DEL MIO PIED-A-TERRE A LUINO
PREPHAZZIONE: SONO DI LUINO
Una delle principali attrattive di Luino è che ha il Lago sulla sinistra.
Io sono nato lì 2 anni dopo mio fratello, 34 dopo mio papà 33 dopo mia mamma. Nessuno dei tre s’è ancora ripreso.
Ho smesso di fumare all'età di quattro anni e mezzo.
Certo farebbe molto più scena dire sono nato nel Bronx, in uno degli scantinati più squallidi di “Hell’s Kitchen”. Ma per fortuna sono nato a Luino, uno degli scantinati più squallidi di New York.
Qui da noi in Italia ogni cosa è fantastica e quando ci si riferisce a un qualsiasi posto si dice il ridente paesino di Granzollate sul Bvxirrio, che poi nessuno ha mai capito che cosa cià da ridere quel posto con un nome così.
Ma anche in America tutto sommato ci sono delle cose buone. Tantoperdire, sono più pratici. Per esempio le strade: da noi è un casinotrovarle mentre in America basta dire:
— Dov'è che abiti?
— Centocinquantaquattresima.
E stop. Tu sei alla nona e sai che te ne mancano centotrentacinque e tiscoccia anche un po' perché devi farti tutta quella strada a piedi(l'ho scritto apposta in lettere così sembra ancora più lunga).
A Milano invece non si capisce un tubo: bisogna fare attenzionead argomenti, date, battaglie perse, paci vinte, bisognadistinguere fra Battisti musicista rivoluzionario, Battistiscrittore rivouzionario dell'800 e Battisti fuggiasco rivoluzionariodel 900, tra Mazzini carbonaro personaggio esplosivo e Mazzini cantantedetta Mina che quando esplode fa più danni di una battaglia perduta.Poi ci sono le zone dei pittori e quelle dei medici, degli scopritori,degli scopritori di medici e di medicine... per trovare un'indirizzoserve la laurea. Puoi superare l'esame di maturità ma non un incrocio.Devi sapere tutto e può ancora non bastare. "Via Rembrandt, angolo viaMorbillo": cosa c'entra? Allora leggi la targa e c'è scritto:"Rembrandt, Pittore con Malattia". Perchè pochi sanno che Rembrandt haavuto il morbillo da piccolo! Per cui qui da noi per cavarsela bisognaavere una enorme cultura o conoscere tanta gente o essere moltopettegoli.
Vorrei l'umorismo libero e la satira mezz'ala.
Sono per l’amore libero, anzi: obbligatorio. Tutti mi devono voler benema io posso amare solo donne che hanno il codice fiscale uguale alnumero di scarpa.
Credo che l'andamento di questo libro dipenda da un problema di gestione mia e digestione del lettore.
Postato da Francesco Salvi alle ore 22:02:27 in OPERE
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17-02-2006
STORIA DELLA CULTURA MONDIALE - STORIA parte 3 (o quattro?)

BABBUTH
L'EVOLUZIONE, UNA VOLTA COMINCIATA, NON LA FERMA PIU' NESSUNO
In quella massa di ere geologiche, nel corso di quegli eoni dicentinaia di migliaia di anni, in quei bilioni di milioni di miliardidi menate di papàcchi di blocchi di tempi incalcolabili e incalcolati,in quegli evi di menate di periodi triàssici e giuràssici, in quelletrilionate di milionardi di milionardi e milionardi e milionardi dianni, giorno più giorno meno, ebbero luogo alcuni seguenti sconquassi:
l'asse terrestre subì una inversione da nord a sud originandoall'inversione dei poli magnetici e l'inizio dell'odio contro imeridionali;
la luna si staccò dal globo terracqueo e, con un rutto spaventoso, spostò la propria residenza lontano dal centro della terra;
i ghiacciai coprirono e scoprirono la faccia del mondo un sacco divolte e di conseguenza gli oceani si alzarono e abbassarono altrettantisacchi di volte lasciando altrettanti sacchi di pesciolini al seccocosì altrettanti sacchi di volte che le rocce hanno imparato a nuotaree i pesci hanno imparato a camminare
Insomma ci sono state catastrofi apocalittiche e apocalissicatastrofiche senza che nessuno mai abbia ritenuto necessario prenderedue appunti o segnare con un asterisco un qualsiasi giornosull'agendina.
Ma un bel giorno arrivò l’Uomo.
L'Uomo è l'unico essere vivente che si sia preoccupato di mettere tutti al corrente della sua presenza.
E così l'Uomo decise di mettere in ordine tutto il mondo esterno nonriuscendo a fare altrettanto con il proprio disordine interno (infattiancora adesso c'è molta gente che quando ha qualche problema invece dirisolverlo scende nel box e fa lo shampoo alla macchina o sale in casae picchia i bambini).
Egli si accomodò in un paesaggio che era rimasto invariatoda duemilionisettecentocinquantamila anni, prese una selce che stava lìda tremilaseicentoquindici anni (le bastavano altri tre mesi per andarein pensione) e con mano incerta graffì su un sasso: "IO SONO QUI".
Si era perso.
E da quel giorno per migliaia di anni non ha fatto altro che correrealla ricerca di se stesso e c'è il serio pericolo che un giorno ol’altro possa riuscire a trovarsi.
Il dinosauro, l'organismo unicellulare, l'insetto, la tartaruga, ilmammuth, l'ameba, la quercia, il silicio, l'acqua, il petrolio, illegno di sandalo, il simpatico koala, il dodo dentro di loro pensarono:è finita la pace.
Il dominio della razza umana su tutte le altre è comunque comprovatoanche dal fatto che essa presenta un aumento non riscontrabile in alcunaltra specie e che gli unici animali in aumento sono praticamente soloquelli che servono all'Uomo (zanzare, tafani, mosche, vespe, bisce,sindacalisti e politici sono un'eccezione).
Insomma possiamo dire che esiste una sola, profonda differenza fra il mondo prima e dopo la comparsa dell'Uomo: L'UOMO.
L'INIZIO DELL'UOMO
"L'inizio dell'Uomo è U. Poi vennero la O e la M. Poi, tutte le altrelettere." Trenapléa Senasi: "L'INIZIO DELL'UOMO E IL SUO MONDO",Editoriale Cattolica, Mosca 1931.
"Dobbiamo parlare dell'origine dell'Uomo. Ma prima cerchiamo dirispondere alla seguente domanda: “Cos'è parlare?” No, scusate. Ladomanda è: “Cos'è prima?” No, un attimo. “Cos'è origine?” No. Stop.Fermi tutti, volevo dire: la domanda cui bisognerebbe cercare dirispondere è: “Cos'è l'Uomo?” Ecco, questa è la domanda che dobbiamoporci ("porci", nel senso buono). "Origine", "prima" e "parlare" sonocose molto interessanti ma avremo tempo di vederle in seguito, quandoparleremo dell’origine dell’Uomo". Strnàllio Prénilka, "ORIGOORIGINIS", Rizzoli, 1951.
Durante la preistoria l’Uomo primitivo ERA sempre in guerra e litigavain continuazione perciò ognuno di quei periodi è stato chiamato “ERA”.
ERA MEGALITICA - Periodo delle liti enormi, dette mega-liti. Silitigava per futili motivi, uno contro l’altro e tutti contro tutti. Enon si trovava nessuno in grado di metterli d’accordo.
ERA NEOLITICA - Periodo delle liti per il possesso del NEO alla CindyCrawford, che a quei tempi era molto apprezzato esteticamente
ERA PALEOLITICA - Periodo delle liti per la protezione delle PALEO, che anche a quei tempi erano ritenute molto importanti
“Se si immagina la storia della terra ridotta alla durata di un giornoi dinosauri sarebbero comparsi due ore fa e l'Homo Sapiens solo dadieci minuti. All'Uomo storico - dagli egizi in poi - resterebberosoltanto l’ultimo secondo prima di mezzanotte, il che significa chealla Juve sono bastati 3 nanosecondi per vincere 27 scudetti!” Fghfgh gfh: KJHKJH
L'Uomo appartiene al REGNO ANIMALE e ciò è abbastanza naturale, dalmomento che non è una pianta, della quale gli è rimasta solo unapiccola parte che tiene sotto i piedi e che si chiama infatti "Pianta "dei piedi.
All’interno del Regno Animale è un VERTEBRATO dal momento chepossiede uno scheletro, anche se vedendo Pavarotti ciò può sembrareimpossibile.
Fra i vertebrati è un MAMMIFERO, dal momento che non fa le uova, se si eccettua il periodo di Pasqua.
Nel mondo dei mammiferi fa parte dei PRIMATI, dato che fa molto sport e prende nota dei risultati migliori.
"La fine dell'Uomo è O. Prima erano venute la M e la O. E prima ancoratutte le altre lettere." Trenapléa Senasi, "LA FINE DELL'UOMO E IL SUOMONDO", Editoriale dell'Unità, Bologna 1959-60-72.
L'EVOLUZIONE
“Cercopiteco, ma mi accontento anche di un babbuino”. Graffito scopertoai Balzi Rossi e risalente a circa 30.000 anni fa. Edizioni Rupestri.
DARWIN
Nel diciannovesimo secolo Darwin sostenne la teoriadell’evoluzionismo, secondo la quale l’Uomo discende dalle scimmie. Inquesto modo egli riuscì ad offendere contemporaneamente l’Uomo, lescimmie e anche il verbo “discendere” il quale non riuscì più arisollevarsi e da quel momento fu usato solo per significare qualcosache va verso il basso.
In realtà l’Uomo non discende dalla scimmia (anche se viene difficilecredere il contrario dopo aver visto Lucio Dalla) né d’altronde èprovato che la scimmia discenda dall’Uomo (idem parentesi precedente).Essi sarebbero piuttosto cugini, entrambi discendenti da un antenatocomune, il “DRIOPITECO”, che sappiamo solo essere di costumi sessualimolto liberi e praticava nudismo e masturbazione ma solo in pubblico.Esso visse tra i 20 e i 10 milioni di anni fa poi scomparve senzalasciare recapito, probabilmente offeso dall’incalzare dei nuovimodelli.
A lui subentrò l’AUSTRALOPITECO che secondo i vari testi visse circatre milioni, un milione o cinque milioni di anni fa. Esso perprimo cominciò a camminare sulle due zampe ottenendo così un doppiovantaggio in un colpo solo: l’uso delle mani e il risparmio di almenoun paio di scarpe a testa. Gli australopitechi non si nutrivano solo divegetazione ma praticavano già la caccia, anche se facevano fatica adistinguere fra se stessi e la selvaggina. Infatti ripetevano: “Sestessi fermo ti potrei colpire”, ma non sapevano a chi dei due siriferivano, se al cognato al coccodrillo. Gli australopitechi dettianche “primati meridionali” non riuscirono a diffondersi mai al difuori dell’Africa causa i frequenti scioperi dei traghetti.
Un milione di anni l’australopiteco fu sostituito dall’HOMO HABILIS cheseppe subito scheggiare le pietre ma non imparò mai a pietrificare leschegge .
La storia della scienza è sempre stata spudoratamente maschilista,sempre disposta a dare all’evoluzione un taglio che metta in evidenzaessenzialmente l’Uomo: infatti il termine ”Homo Habilis” - per esempio- si riferisce solo ai nostri antenati maschi. Per le donne èstato coniato il termine: “FOEMINA ORENDA”.
Però neppure un’impostazione così ristretta della ricerca scientificaha potuto negare che è la donna (Eva) e non l’Uomo (Adamo) a portare insè il codice genetico delle nostre cellule. Esso risale a circa 300.000anni fa ed è stato scoperto in un nostro antenato comune .
IL NOSTRO ANTENATO COMUNE
Il nostro antenato comune sarebbe una donna africana, che però preferisce rimanere anonima, la quale mai avrebbe creduto di dareil via con quel parto a tutta la razza umana come la conosciamo adessoe si limitava a rimproverare il fidanzato di non essere statoabbastanza attento la sera prima al Drive-In.
Passando ai nostri antenati successivi incontriamo l’UOMO DI PECHINO,così detto perché sembra se ne siano trovate tracce fossili nell’elencotelefonico di quella città (pare che si sia estinto insieme aigettoni).
L’Uomo di Pechino fu scoperto nel dicembre del 1929 in una grotta dopoche erano stati trovati due incisivi di genere sconosciuto con unostuzzicadenti incastrato nel mezzo: questo fece pensare a una nuovaspecie di Uomo primitivo che non solo sapesse cuocere i cibi ma cheamava i bambini (questa connessione logica non è mai stata chiaritacompletamente).
Nella medesima grotta furono poi trovati una quarantina di restifossili di HOMO ERECTUS risalenti a circa 200.000 anniprima, e nessuno di loro pareva in ottima salute.
Ivi vi furono scoperte anche le prove sicure dell’uso del fuoco daparte di questi nostri antenati. Fu scoperto infatti un accendinoplaccato oro marca “Ronson” a pietrina: ma si è propensi acredere trattarsi di un reperto successivo. In attesa di ulterioriaccertamenti, l’accendino è stato preso in consegna dal direttore degliscavi, il prof P.Erìno.
“Nel periodo fra gli 800.000 e i 500.000 anni fa l’HOMO ERECTUS conobbela FOEMINA ERECTA e si appartarono per un periodo di 3.000 anni(avevano un sacco di arretrati da recuperare)”, prof. P.Erino, “HOMOOMO”, Philadelphia University Press’appoco 1952.
La scopperta del fuoco permise all’Homo Erectus discegliere se stabilirsi in zone più fredde e riscaldarle oppure staredov’era e lasciare il fuoco spento che tra l’altro è pericoloso .
L’Uomo di Neanderthal fu scoperto nei pressi di Neanderthal e subito ricoperto perché non si era fatto la barba.
I neanderthaliani sono una delle due sottospecie in cui si suddividel’Homo Sapiens: l’altra sottospecie è l’HOMO SAPIENSSAPIENS, e la differenza si vede anche a occhio nudo!
Il primo rappresentante di questa nuova sottospecie è originaria diCRO-MAGNON, in Francia, e viaggiava in diesel perché per il suo lavorofaceva un sacco di chilometri e lui era molto attento al risparmio.Forse per questo motivo si è diffuso soprattutto in Liguria: nellegrotte dei Balzi Rossi sono stati rinvenuti molti suoi resti, ma eracosì a pezzi che non è più stato possibile fargli il regolaretagliando.
LO SVILUPPO
Anche l'essere umano come la rana nel periodo che va dalla nascita allosviluppo ripercorre tutte le tappe evolutive della propria specie.
All'inizio il suo embrione è formato da una sola cellula e a primavista potrebbe essere scambiato per un piccolissimo monolocale.
Poi si allarga, aggiunge cellule su cellule (senza dover chiederepermessi di fabbricazione), e infine diventa l’affascinante individuopluricellulare che tutti conosciamo.
Ma per fare questo esso deve attraversare molti stadi: fra i piùconosciuti c’è lo stadio di S. Siro dove torna ogni domenica perregredire alle proprie origini e celebrarle con riti primitivi.
Le immagini più ricorrenti e conosciute dell’Uomo primitivo sono quelle classiche e cioè:
l’UOMO CACCIATORE: un tipo manesco, maleducato, rozzo, forte, brutaleche non aveva bisogno di chiedere MAI! Si è soliti dire che l’UomoCacciatore andava a caccia e la donna cucinava e faceva l’amore colvicino di casa o litigava per il condominio (o tutte e tre le coseinsieme se il vicino di casa era l’amministratore del condominio).
Niente di più falso! Era invece la donna ad essere un tipo manesco,maleducato, rozzo, forte, brutale e che non aveva bisogno di chiedereMAI! Lei andava a caccia e l’Uomo cucinava o faceva l’amore col vicinodi casa o litigava per il condominio (o tutte e tre le cose insieme seil vicino di casa era la donna che amministrava il condominio).
Niente di più falso! Era il vicino di casa ad essere un tipo manesco,maleducato, rozzo, forte, brutale e che non aveva bisogno di chiedereMAI! Il vicino di casa andava a caccia e l’Uomo e la donnacucinavano o facevano l’amore (o tutte e due le cose insieme se uno deidue sapeva cucinare).
L’UOMO PESCATORE: che tratta la moglie a pesci in faccia passando dallatrota al salmerino alla tinca secondo le stagioni e dal branzino alloscorfano secondo la faccia della moglie.
L’UOMO AGRICOLTORE, che coltiva la propria moglie e la iscrive alle migliori scuole per corrispondenza.
poi c’è l’UOMO DISOCCUPATO, che non ha tempo di far niente in casaperché passa tutto il giorno a cercare qualcuno che gli dà uno stracciodi lavoro da fare fuori.
poi c’è l’UOMO DI SUA SORELLA che l’ha conosciuto prima lei poi gliel’ha lasciato ma ogni tanto ancora ci pensa
e infine l’UOMO DELLA SUA MIGLIORE AMICA che dice che l’ama tanto ma senon impara a tenere le mani a posto un giorno o l’altro ci scappa ilfattaccio.
LA DONNA
Nell’evoluzione della società primitive la donna ha un ruolo pari - senon addirittura superiore - a quello dell’Uomo : quando l’Uomo è fuoria caccia la donna raccoglie le bacche e sviluppa i bambini (o a volteraccoglie i bambini e sviluppa le bacche, secondo le tribù).
Gli ominidi avevano colonizzato Africa, Europa e Asia, e poi, scocciatidel fatto che tutti li chiamavano “omìnidi” decisero di emigrare in unposto dove non li conosceva nessuno e potevano rifarsiun’immagine .
Favoriti dal fatto che in quell’epoca di glaciazione i mari si eranoabbassati essi poterono passare in Australia e in America senzaaspettare le coincidenze per il volo. In quell’ambiente per lorocompletamente nuovo essi cambiarono p.r. e cominciarono a destreggiarsida un party all’altro. Il fatto che a quei tempi il mondo fosse ancorastretto nella morsa dei ghiacci dal Polo Nord fino a Berlino Londra eChicago li avvantaggiò notevolmente nella preparazione deicocktails.
La popolazione del mondo in quel momento era di circa cinque milioni dipersone: più o meno come una metropoli odierna, ma con un traffico piùordinato perché non c’erano ancora i vigili.
La dislocazione delle razze era più o meno quella attuale: NERIin Africa, GIALLI e MONGOLI in oriente ed estremo oriente, BIANCHI eMULATTI in occidente e in India, INTERISTI e MILANISTI in Lombardia. Imiscugli erano quasi impossibili per il fatto che se una razza siavviava a piedi verso un’altra zona ora che ci arrivava era estinta.
IL CERVELLO
Il cervello dell’Uomo appena nato contiene memorie di informazioniutili a quei tempi, come per esempio la capacità che hanno i neonati diaggrapparsi fortemente con le mani e arraffare tutto ciò che vedono.Questa capacità negli individui normali di solito si perde in duesettimane, ma negli uomini politici può durare per sempre.
IL LINGUAGGIO DELL'UOMO
Una delle più grandi scoperte di tutti i tempi è che l'Uomo parla. E da molto tempo.
E la donna molto di più. E da molto prima.
Prima dell’invenzione del linguaggio l’Uomo poteva comunicare solo periscritto ma non conoscendo ancora la scrittura, per poter capire ciòche scriveva dovette aspettare fino a quando non ebbe cominciato aparlare.
LE LINGUE DEL MONDO
La lingua più conosciuta è la lingua parlata, seguita subito dopo da quella scritta
P.S.: ATTENZIONE! la lingua più diffusa al mondo si trova inItalia e più precisamente appartiene a Sandra Milo, attualmente a Romaove la ricordano tutti benissimo verificandosi, ad ogni suaapparizione, un aumento straordinario dei casi di otite.
SOPRAVVIVENZE
Nei Pirenei sopravvive il Basco una lingua antichissima che non è statainfluenzata dal latino né dal celtico e che si può parlare soloindossando l'omonimo cappellino.
In Italia sopravvivono microsistemi ridotti a volte ad una solapersona. Uno di questi casi-limite è l’On. Ciriaco de Mita (scusate iltermine). Egli ha infatti sviluppato una lingua del tutto avulsapersino dal proprio ceppo dialettale che lo ha fatalmente isolatorendendolo del tutto incomprensibile anche ai suoi stessi compaesani.Ai tempi delle sue visite ufficiali all’estero, nel giro dei traduttorisimultanei politici di tutto il mondo era diventato un best-sellerindispensabile il dizionario “ITALIANO DE MITA - DE MITA ITALIANO”.
Questa considerazione ci porta dritti dritti al prossimo paragrafo che si intitola: Il Linguaggio Degli Animali.
IL LINGUAGGIO DEGLI ANIMALI
In generale il linguaggio degli animali è costituito da un sistema digesti e suoni che vengono recepiti e decodificati dagli altri animalidella stessa specie, purché in regola con l’abbonamentoradiotelevisivo. Questi gesti e segnali sono come minimo cinque ecorrispondono più o meno alle seguenti affermazioni:
1 - Sì
2 - No
3 - Io
4 - Tu
5 - Vacagà.
La struttura-base del linguaggio degli animali è uguale a quelladell’Uomo. E' stato dimostrato (da uno studioso apposta che fa soloquel lavoro lì) che i neonati, alla loro nascita, possiedono unlinguaggio di tipo esclamativo. Questi gesti e segnali sono come minimocinque e corrispondono più o meno alle seguenti esclamazioni:
1 - Sì!
2 - No!
3 - Io!
4 - Tu!
5 - Vacagà!
Con la crescita i neonati perdono lo stile esclamativo a favore diquello interrogativo. E’ la cosiddetta età delle domande. Questigesti e segnali sono come minimo cinque e corrispondono più o meno alleseguenti domande:
1 - Perché sì?
2 - Perché no?
3 - Perché io?
4 - Perché tu?
5 - Perché vacagà?
Alcuni pesci per comunicare usano mezzi chimici emettendo puzzeinsopportabili che salgono sotto forma di bollicine e si infilano neivulcani provocando eruzioni catastrofiche.
Altri pesci come le OCCHIATE, gli basta uno sguardo.
Agli SCORFANI basta la faccia.
Gli insetti, come le API, usano segnali radio o gesti, ma ciò non cistupisce perché le api sono sempre state le prime della classe. Alcunedi loro, particolarmente evolute, prendono anche Radio Montecarlo.
I MERLI INDIANI sono in grado di emettere un fischio speciale, l’unico in grado di fermare un taxi in corsa.
Le TORPEDINI mandano messaggi elettrici approfittando dell'acqua che è un buon conducente.
Le COLOMBE tubano, cioè non capiscono un tubo: per questo hanno sempre quell'aria perplesso-meditativa.
I POLIPI comunicano tramite telescriventi: ne usano otto alla volta, una per braccio.
I PICCIONI VIAGGIATORI comunicano tramite gli uomini ai quali legano piccoli messaggi alle caviglie.
I PONY sono in grado di fare arrivare un messaggio dall'altra parte della città in tempo reale.
Le poste invece si affidano alle TARTARUGHE di cui sono il simbolo.
LE FORME DEGLI ANIMALI
Nell’immenso mondo degli ANIMALI ci sono gli ANÒMALI e gli ANOMÀLI: glianòmali sono stati ampiamente trattati nel TOMO I, mentre gli anomàlisono come animali normali con la piccola differenza che la parte dellechiappe è particolarmente sviluppata.
Negli abissi e negli abassi c’è un buio tremendo giorno e notte e civivono dei pesci che non vedono assolutamente niente ma non accendonomai la luce perché sono talmente brutti che gli va bene così. In casodi emergenza hanno una lampadina sul naso che si accende aintermittenza fino all’arrivo del carro attrezzi. Le femmine ricaricanole loro batterie grazie a un ciclo che arriva ogni tre settimane. Imaschi invece sono costretti ad andare a cambiare la pile a piedi.
“La SOGLIOLA ha 2 occhi su ogni guancia però in compenso cià unaguancia sola. Il PESCE PALLA cià una bella pancia: non riesce a stareindietro con la gola. I CEFALI sono pesci a forma di mal di testae si cibano di pesci a forma di aspirina. Il Pesce SEGA è sempre solo.Invece il Pesce TROMBA in compagnia. Il ROMBO su ogni lato fa casino.il TONNO cià paura del grissino. C’è un pesce a forma diCOMMERCIALISTA, col Codice Fiscale sulla lisca: PSC". Èrniove Pionàti,“MARE , ARE, RE, E”, Edizioni Il Naviglio, Milano 1963,4,5,6,7,8,9.
LINNEO
Molto di ciò che sappiamo dell’evoluzione dell’Uomo, in mancanza ditestimoni oculari, l’ha scoperto Linneo, definito "il radiocronistadell'evoluzione" perché ci tenne costantemente informati sulla scopertadi nuove specie animali vegetali minerali e umane. Egli per primo misein ordine cronologico l'apparizione di tutte le specie viventi dando aciascuna il proprio numero e ruolo in campo e in panchina.
Linneo catalogò i PIGMEI accanto ai MANDRILLI, ma le mogli dei primi gli mandarono un sacco di telegrammi di protesta.
Ma questo non è l'unico appunto che si può rivolgere a Linneo perchéinfatti costui, che riuscì a trovare posto a tutti gli animali dellastoria, non è mai riuscito a trovarne uno a suo cognatoelettrotecnico che per causa sua rimase sempre disoccupato.
Nel suo diario Linneo ci informa che il primo Orang-Utan fu portato inEuropa e presentato come un Uomo primitivo perché nessuno riuscì ascoprire la differenza fra di loro finché un giorno una sconosciutaricercatrice di campagna annunciò: "L'Orang-Utan e io cisposiamo". Aveva scoperto la differenza.
"Il maschio del Pesce Cazzo dice: quando mi guardo il pisello mi sembradi essere due", Linneo: “DIARIO SCIENTIFICO”, Ed. “Fondazione ErediLinneo Gino e fgli”, p 121-122, Vol. III-xviii)
9.000 A.C. I PRIMI PASSI
Venendosi a trovare nella necessità di procurarsi un primo riparol’Uomo cercò qualcosa di già pronto. Fu così che trovò le grotte cheperò presentavano, oltre al disagio dell’umidità e la lontananza daicentri commerciali, anche difficoltà di convivenza con preesistentioccupanti quali: orsi, ragni, insetti, serpenti, ramarri, sanguisughe,rettili, sauri, cavalli, asini, buoi, giraffe, cani, coguari, tigri,puma senza parlare dei vicini di casa quali iene ridens,pipistrelli, scarafaggi, bisce, milordoni, lumache senza guscio,tartarughe, bisonti, bufali, bucefali, pettirossi, allodole, aquilereali, condor, coyotes, elefanti, balene, orche, datteri di mare,calamaretti, scamponi, risotti alla marinara, ossi di seppia,pappagalli, galli cedroni, fagiani, maiali, oche padovane,dik-dik , tacchini, papere, carpe, murene, razze, pirañas,criceti, topi, opossum, ventresca, tonni, acciughe, capperi, olive,pulcini, ragadi, boa constrictor, boa constructor , gru, setter,emù, canguri, eccetera, con i quali era alquanto problematico parlaredi convivenza. Eh, sì sì: a quei tempi non era così facile parlare disubaffitto…
E così per sfuggire a quel sovraffollamento l’Uomo a poco a poco si trasferì al centro. Le prime case furono le palafitte.
LE PALAFITTE
Dicasi PALAFITTA una capanna costruita a forma di palafitta emontata su piattaforme a forma di piattaforma sospese sull’acqua aforma di acqua tramite pali di legno a forma di pali di legno. Esseerano collegate a terra con passerelle a forma di passerella che dinotte venivano tolte e quelli che erano rimasti fuori dovevanoaspettare fino al giorno dopo alle sette di mattina quando venivariaperto il centro storico.
VANTAGGI DELLE PALAFITTE: offrivano un sicuro riparo dalla pioggia edal freddo, dalle bestie feroci e anche da possibili invasori conintenzioni tutt’altro che amichevoli.
DIFETTI DELLE PALAFITTE: non offrivano un sicuro riparo dalla pioggia edal freddo, dalle bestie feroci e anche dai possibili invasori conintenzioni tutt’altro che amichevoli.
Non era stato risolto il problema dell’umidità, ma l’invenzione dellepalafitte fu apprezzata da tutti e non solo dall’Uomo bensì anche daorsi, ragni, insetti, serpenti, ramarri, sanguisughe, rettili, sauri,cavalli, asini, buoi, giraffe, cani, coguari, tigri, puma senza parlaredei vicini di casa quali iene ridens, pipistrelli, scarafaggi,bisce, milordoni, lumache senza guscio, tartarughe, bisonti, bufali,bucefali, pettirossi, allodole, aquile reali, condor, coyotes,elefanti, balene, orche, datteri di mare, calamaretti, scamponi,risotti alla marinara, ossi di seppia, pappagalli, galli cedroni,fagiani, maiali, oche padovane, dik-dik, tacchini, papere, carpe,murene, razze, pirañas, criceti, topi, opossum, ventresca, tonni,acciughe, capperi, olive, pulcini, ragadi, boa constrictor, boaconstructor, gru, setter, emù, canguri, eccetera… che dimostravano cosìdi apprezzare le palafitte più che non le grotte.
Così ebbe luogo una radicale selezione operata da appositi buttafuoriche lasciavano passare soltanto elementi sceltissimi dietroesibizione di regolare invito (o tessera). In questo modo i pochianimali ammessi all’interno delle palafitte furono: orsi, ragni,insetti, serpenti, ramarri, sanguisughe, rettili, sauri, cavalli,asini, buoi, giraffe, cani, coguari, tigri, puma senza parlaredei vicini di casa quali iene ridens, pipistrelli, scarafaggi,bisce, milordoni, lumache senza guscio, tartarughe, bisonti, bufali,bucefali, pettirossi, allodole, aquile reali, condor, coyotes,elefanti, balene, orche, datteri di mare, calamaretti, scamponi,risotti alla marinara, ossi di seppia, pappagalli, galli cedroni,fagiani, maiali, oche padovane, dik-dik, tacchini, papere, carpe,murene, razze, pirañas, criceti, topi, opossum, ventresca, tonni,acciughe, capperi, olive, pulcini, ragadi, boa constrictor, boaconstructor, gru, setter, emù, canguri, eccetera… che dimostravano cosìdi apprezzare le palafitte più che non le grotte.
Uno dei primi di questi animali domestici fu LA MOGLIE. Resosi contodell’errore commesso l’Uomo tentò immediatamente di tornare nellagrotta ma non fu più possibile: nessuno si può fermare il progresso.
LE PRIME CASE IN MURATURA
Le prime case in muratura si ebbero immediatamente prima delle secondecase in muratura allorquando l’Uomo cominciò a coltivare i campi esmise di fare il nomade. L’Uomo smise di girovagare come un nomadequando si accorse che le donne, anche negli altri posti, erano più omeno conciate come sua moglie.
L’Uomo e la donna diventarono sedentari: a lui venne la pancia, a leila cellulite. Lui doveva prendere esempio da quello dell’altra capannache faceva molto sport e che alla sua età era ancora un figurino, e leidalla moglie di quello dell’altra capanna che dopo diciotto figli eraancora un figurino.
Divenuto stanziale l’Uomo cominciò presto a cuocere la terracotta, poiil fornello, poi cominciò a cuocere anche ciò che ci metteva dentro.Venne così a formarsi, come insegna il Levi Strauss, una nuovacategoria di cibo che sta fra i due estremi del cotto e del crudo: loscotto. Infatti si usa dire: “questo è lo scotto che l’Uomo deve pagareper ottenere il progresso”.
LE PRIME CITTÀ: GERICO
Prima del 7.000 a.C. l’Uomo imparò a coltivare varie piante come peresempio GRANO E ORZO: prima erano selvatici ma poi divennero cosìeducati che bastava chiedere loro “per favore” e fruttificavano anchedodici, quindici volte al mese. Grano e orzo si diffusero dapprima nelMedio Oriente e dappoi nella valle dell’Indo dove preserodefinitivamente la residenza.
L’abbondanza del raccolto e il bisogno di preservarlo rese necessariala costruzione di depositi per il grano. Si fece avanti la SVIZZERA maa quei tempi non poteva garantire il segreto bancario. Fu preferitaGERICO, in Palestina, che per questo motivo è diventata la città piùantica da noi conosciuta.
Gerico era circondata da possenti, impressionanti mura che laproteggevano dall’invasione dei nemici e dalle visite della Guardia diFinanza.
Queste mura non temevano alcun tipo di assalto però erano tappezzate dacartelli che vietavano l’ingresso alle bande musicali e proibivano ognigenere di segnalazioni acustiche con strumenti a fiato, tipo tromba. Aquei tempi il motivo non fu chiaro a nessuno ma al primo concerto diLouis Armstrong venne letteralmente giù tutto il paese.
All’interno delle mura sorgevano le case e tutt’intorno alle mura siestendevano i terreni da coltivare. In un primo momento gli abitanti diGerico avevano fatto il contrario e le terre da coltivare stavanoall’interno delle mura mentre la città si estendeva all’esterno ma cosìfacendo i nemici non sapevano da che parte arrivare e non succedeva mainiente di divertente. Così decisero di chiudere la città all’internodelle mura lasciando fuori i campi da coltivare, proibendo a chiunquedi portarli dentro (ma qualche contadino la sera si portava il lavoro acasa di nascosto).
Le prime case erano più o meno come quelle di adesso e cioè:
monolocali (una sola stanza: circolare, sempre )
con riscaldamento centrale (per forza: il focolare era nel mezzo)
zona notte centrale (per forza: il letto era il focolare, per cui faceva sempre mòòòlto caldo)
con preziosismi stilistici: il tetto a cupola (era l’unicastruttura che desse affidamento, soprattutto se la cupola venivaappoggiata direttamente a terra).
Postato da Francesco Salvi alle ore 02:19:09 in OPERE
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21-01-2006
LA FISICA APPLICATA AL FISICO

A VOLTE LE APPARENZE INGANNANO: QUESTO NON È IL MIO COMMERCIALISTA
IMPENETRABILITÀ DEI CORPI - legge fisica che regola e favorisce l’astinenza sessuale.
Postato da Francesco Salvi alle ore 16:06:01 in OPERE
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17-01-2006
IL BAMBINO PIÙ FORTE DEL MONDO

STATE ATTENTI CHE STA PER ARRIVANDO!
Questo racconto fa parte del volume intitolato "UGHETTO RACCONTA" ed èstato organizzato dalla A x B (A per Bì = Avvocati per i Bambini)per tirare su un po' di soldi e continuare a fare tutte le belle coseche fanno per tutti quei bambini che per un motivo o per l'altro hanobisogno di un'assistenza che non sempre è facile trovare. "UGHETTORACONTA" h avuto un incredibile successo ed è stato da poco ristampato.Lo trovate quindi doovunque oppure se date un'occvchiata su questo sitoin basso a destra c'è un link per linkarsi col sito della AxB che ha unlink x lincarsi con noi. Nel libro ci sono dentro un sacco diracconti divertenti scritti da personaggi seimpatici e famosi come xesempio ME (e questo vale già il doppio del prezzo del libro) ma xsicurezza sono stati tiratoi dentro anche gente del calibro di(state bene attenti: ) FIORELLO, RENZO ARBORE, RAUL BOVA, EBRICOBRIGNANO, ROBERTA CAPUA, GIGI D'ALESSIO, GIORGIO FALETTI, STEFANOMSCIARELLI, GIORGIO PANARIELLO, SEBASTIANO SOMMA, ADRIANA VOLPE e inpiù tanti altri che adesso non mi vengono in mente, si offenderannotantissimo e organizzeranno un pullman x venire nottetempo a tagliarmile gomme della macchina. In attesa che avvenga l'irreparabile, vogliategradire la storia di Irnerio Granzo Brezàola della Malatrasi,protagonista di una vicenda davvero pleonastica. Posso dire senza falsamodestia e senza timore di venire smentito da chiccessia che il mioracconto è il più bello fra tutti quelli che ho scritto per questilibro.
P.S.: Questa storia non soltanto è incredibiile, ma è anche una storia VERA.
Silenzio che comincia.
(colpo di tosse)
IL BAMBINO PIÙ FORTE DEL MONDO
Irnerio Granzo Brezàola della Malatrasi era il bambino più forte delmondo. E lo si capiva subito, bastava guadarlo: perché era grande egrosso come… un bambino normale. Aveva due braccia così, due gambecosì… esattamente come un bambino normale. In compenso però aveva imuscoli delle cosce e le gambe sviluppate in un modo ma in un modo main un modo… esattamente come un bambino normale. Cioè. Irnerio GranzoBrezàola Della Malatrasi era un bambino normale in tutto e per tuttocon una sola piccola differenza: che era il bambino più forte delmondo. E si chiamava… Prenalopràtti Pierino.
Lui non è che ci tenesse a farlo sapere in giro e non lo diceva mai anessuno (che era il bambino più forte del mondo). Non lo dicevatalmente tanto mai a nessuno che a volte se lo dimenticava anche lui. Enon voleva che nessuno lo diceva perché non ci teneva proprio anzi nonvorrebbe, se lo sapesse, neanche che lo dicessi io ora adesso proprioin questo bel momentino anzi, siccome non vuole che lo dica, non lodico.
Però anche lui dovrebbe stare più attento altrimenti fa una cosa oggi;fa una cosa oggi; fa un'altra cosa oggi; fa un'altra cosa oggi(insomma, quante cose fai oggi? Lascia qualcosa anche per domani, no?)…insomma è fatale che alla fine tutti vengano a conoscenza di questofatto. Quindi posso anche parlarne, tanto ormai non è più un segreto.
Perché è lui il primo a fare delle cose che tutti si fermano e dicono:
«Uhéi, ma quello lì… è fortissimo!»
«Per forza, è Prenalopràtti Pierino… il bambino più forte del mondo».
«Vorrai dire Irnerio Granzo Brezàola Della Malatrasi…»
«È lo stesso».
«Come “lo stesso”? o un nome o l'altro!»
«Di solito sì ma lui è talmente forte che un nome solo non bastava…»
E questo tanto per riferire discorsi che si sentono per strada ognigiorno e di giorno in giorno un giorno dopo l'altro praticamente tuttii giorni. Quindi che io lo diqa o non lo diqa i fatti sono due. Uno:che lui rimane comunque il bambino più forte del mondo. Due: e chetanto ormai lo sanno già tutti.
Per cui lo diqo e lo ripeto. Anzi: eqqo cua qe vi raqqonto la sua storia.
La sua storia di lui
Prenalopràtti Pierino è grande e grosso come un bambino norm… no, questo l'ho già detto. Rifaccio.
Prenalopràtti Pierino è nato un giorno in cui c’era un sole…pppazzesco! Veniva giù una nevicata… ma una nevicata, ma unanevicattta… che le persone erano costrette andare in giro in maniche dicamicia perché faceva un caldo insopportabile, un caldo a dirotto:fitto–fitto copioso insopportabile, sugoso da far paura. Econtemporaneamente pioveva. Dal basso in alto, però. Questa era unacosa piuttosto strana. Inoltre c'erano delle trote che andavano in girotranquillamente per la strada, sui marciapiedi, portandosi alguinzaglio il proprio padrone. Io stesso ricordo, anche se non abitonello stesso paese di Prenalopràtti Pierino, che quel giorno miofratello, dopo avermi rubato il pallone, me lo riportò indietrochiedendomi scusa.
Fenomeni incredibili, paranormali.
Niente da stupirsi quindi che in quel giorno, proprio in quel giorno, nascesse Prenalopràtti Pierino.
Vi citerò ora alcuni esempi.
Una volta Pierino ha starnutito così forte che ha fatto venir giù ilmonumento del generale Pimpanzoni Pimbrini. Ma nessuno se ne accorse,nessuno gli disse niente. Cioè, tutti se ne accorsero: per questonessuno gli disse niente. Perché il generale non era simpatico anessuno. Aveva passato tutta la vita a fare la guerra dappertuttocontro tutto e contro tutti e poi si lamentava che non ciavéva unamico: per forza! Passava le domeniche libere a lucidare la spada peressere sempre pronto a infilzare qualcuno e poi andava in giro semprecon lo stesso vestito e la barba lunga un metro e mezzo.
«Ma già che ciài la spada fatti la barba, no?» pensava la gente (ma nonglielo diceva nessuno perché a nessuno lui dava confidenza). Al postodel monumento e lungo la spada misero come monumento un grande bigné diuna tonnellata e mezzo. Vero, però. Ripieno di crema, dolcissimo.Perché se avevano fatto un monumento a un eroe della spada con la scusache era un grande personaggio perché aveva ucciso tanta gente. Allora aquel punto era meglio fare un monumento a una roba dolce, visto che c’èil proverbio che dice che ne ammazza più la gola che la spada… E cosìtutti i bambini che volevano, cioè tutti, andavano lì e si mangiavanoil loro pezzo di bigné. L’unica condizione era che il cucchiaio loportassero da casa e lo lavavano ben bene dopo ogni colpo.
Con gli starnuti però Pierino andava sempre forte. Un’altra volta avevademolito l’intero centro industriale di Mestre. Con uno starnuto solo.Poi però purtroppo l'avevano ricostruito. E l'hanno ricostruito così infretta che nessuno s’è neanche accorto che Pierino avesse starnutito.
Una uòlta a scuola per colpa del Caloni è venuto un terremoto. Chefosse colpa sua è fuori dubbio perché la maestra aveva appena finito didire «Piantala Caloni, stai un po’ fermo… sei proprio un terremoto!» Einfatti. Proprio in quel momento scoppiò un terremoto. Tutti i bambinimaestra compresa (che gridava) si nascosero sotto i banchi, sottol’armadio, di fianco all’armadio, dietro all’armadio, dentronell’armadio (c'era un armadio solo, nel paese).
Il bambino più piccolo della classe, Ercole Corazza, si era nascosto nel calamaio.
Bernardo Bernardo, si chiamava proprio così, aveva il nome uguale alcognome e nessuno sapeva distinguere il nome dal cognome tant'è veroche gli insegnanti non potevano fare l’appello e nel dubbio non lochiamavano mai e non l’avevano mai interrogato. Se l’era cavata cosìper tutte le elementari fino all’ultimo anno di quinta fino a quando,facendo gli esami, erano riusciti a chiamarlo alla cattedra perinterrogarlo perché avevano scoperto il trucco: il nome era falso.Bernardo Bernardo non si chiamava Bernardo Bernardo bensì Mauro Mauro.S’erano sbagliati una volta in prima elementare e lui non aveva maiavuto il coraggio di dircelo. Così non lo èvvero potuto interrogarenemmeno per gli esami poiché si continuava a non distinguere il nomedal cognome. Bè, dicevo: Bernardo Bernardo (come lo conoscevano a queitempi), si era chiuso nel proprio astuccio. Aveva un astuccio enormeperché ci metteva delle penne speciali. Era bellissima soprattuttoquella di Aquila Reale. Era lunga un metro e mezzo, seduta. Ma siccomegli spiaceva far male all’animale a strappargliele – non l’avrebbe maifatto –le trovava per caso per strada o nel pullman, e in quel caso siportava dietro l’animale intero. L’animale infatti ogni tanto sitrovava nella classe di Bernardo Bernardo, di Caloni, di PrenalopràttiPierino e di tutti i loro compagni mentre pochi secondi prima stavavolando libero fra le cime delle alpi ed era un po’ disorientata.Infatti l’aquila si chiama così perché spesso non sa dove si trova, perquesto l'hanno chiamata “là–qui–là”. E puzzava… Puzzava in un modo… Unapuzza tipo… come dire?… la tipica puzza che cià l’Aquila Reale dopo ladiscoteca e prima dello shampoo.
«Bambini bambini state lì non muovetevi ci penso io!» Gridava la maestra ma in realtà non s’era mossa da sotto la cattedra.
Comunque alla fin fine tutto andò a finire bene tranne il fatto che lascuola venne trovata a un chilometro di distanza più a valle.
«Smottamento», dissero il pompiere (c'era un pompiere solo, nel paese).«E non c’è nessuna vittima». Erano sbagliate ambetrè le conclusioni.
1 – Prima di tutto perché lo smottamento non era uno smottamento.
2 – Secondo di tutto perché una vittima c'era: una lampadina di ferrodi due tonnellate che Pierino aveva toccato per sbaglio con un unghiamandandola in frantumi oppure, secondo altri, frantumandola.
3 – Terzo – che non era stato neppure considerato – e pensare che è lacosa più importante: perché era stato Pierino a spostare la scuola che,da una zona pianeggiante, aveva messo un chilometro e due centimetripiù a valle. Infatti di fianco alla scuola s’era aperta una voragine di755 metri per cui la scuola essendo precipitata di un chilometro sitrova ora a 245 metri dal luogo dove stava prima perché un chilometromeno, quindi 1000 metri fa: un chilometro che è dunque fa, 255 meno1000 [che è un chilometro], mentre fa dunque… cioè alla fine insommasono 245 metri, infatti. Questa piacevole coincidenza infatti non è unaconseguenza bensì era stato Pierino, vista la mala parata, a prendersila scuola sulle spalle e a trasportarla più in giù, in salvo. Per luinon era una grande impresa. Per Prenalopràtti Pierino era come spostareuna piuma, anzi: faceva più fatica a spostare una piuma perché dovevastare attento a non romperla.
Però essendo rimasto incastrato sotto la scuola si diffuse il panico.Per un periodo lunghissimo nessuno sapeva che fine aveva fatto Pierino.Si mossero tutti: insegnanti, bidelli (c'erano più bidelli cheinsegnanti in quella scuola: ecco perché in quella scuola i ragazziimparavano bene e in fretta). Tutti a cercare di coprire dove eraandato a finire Pierino.
Fu un periodo interminabile. Intervennero tutti i pompieri del paese, ivigili urbani, gli ufficiali giudiziari, gli ufficiali della finanza,gli ufficiali degli alpini, gli idraulici, i panettieri, gliinfermieri, i carpentieri, i parrucchieri, gli apprendistiparrucchieri, il direttore della banda cittadina, tutta la bandacittadina insieme e tutta questa gente come un sol uomo. Infatti l'uomoera uno solo perché tutte le cariche testè citate qui erano ricopertedalla stessa persona: Prnàtta Llheapàsi, che faceva tutto lui. Efinalmente dopo un periodo interminabile che durò la bellezza diesattamente 18 secondi fu scoperto Pierino sotto la scuola,miracolosamente salvo perché era proprio caduto in un buco che lometteva al riparo del peso della scuola.
In realtà non era una cosa così strana perché non era un caso. Erastato lui che dopo aver deposto la scuola in salvo si era scavato unbuco per poter restare tranquillo. I bidelli, i pompieri, i vigiliurbani, gli ufficiali giudiziari, gli ufficiali della finanza, gliufficiali degli alpini, gli idraulici, i panettieri, gli infermieri, icarpentieri, i parrucchieri, gli apprendisti parrucchieri, il direttoredella banda cittadina, tutta la banda cittadina gridarono come un soluomo – cioè gridò perché era sempre lui stesso, Prnàtta Llheapàsi:
«Eccolo qui dov’era andato a finire il Pierino, tèl chì, l’era sòta chì! »
E infatti grandi onori furono dati, grandi elogi, grandi medaglie,medaglioni, maglioni, coppe e trofei furono dati… al bidello. Perchénessuno aveva saputo dell’eroismo del nostro amico Pierino perché luinon lo diceva non voleva dirlo non voleva vantarsi. Si vergognava unpo’ di sono così forte perché temeva che poi non gli volevano più benecome prima.
Nella spasmodica ricerca di Pierino era intervenuto anche tutto ilpaese prima, cioè quello che veniva prima di quello dove abitavaPrenalopràtti Pierino, se prendevi il pullman: se prendevi il trenoveniva dopo. Perché il treno veniva da una parte e il pullmandall’altra. E così il paese vicino arrivò tutto intero al completo.Cioè: zero. Perché se il paese di Pierino aveva solo pochissimiabitanti (tant'è vero che invece che abitanti li chiamavano abipochi),il paese vicino ne aveva ancora meno. Non ne aveva nessuno. E infattili chiamavano abizero.
Cioè ne aveva uno solo. Ma veniva da fuori. Tutte le mattine. Arrivavain moto, stava lì tutto il giorno e la sera tornava a casa sua, unacittà enorme tutta piena di gente e di macchine dove non conoscevanessuno e non lo conosceva nessuno. Invece nel paese vicino a quello diPrenalopràtti Pierino, che si chiamava Paese Vicino, lo conoscevanotutti e lo chiamavano per nome «Ciao, Antonietto!» ed era l’attrazioneturistica del posto (l’unica). Antonietto era più contento sul lavoroche quando tornava a casa.
Ma torniamo al terremoto. Tutto il paese vicino, Paese Vicino,intervenne come un sol uomo, cioè tutto i paese al completo:Antonietto. Il quale nella fretta si era dimenticato la porta del paeseaperta ed entrarono tutte le quaglie. E quando tornò a casa la trovòtutta piena, perché s’era riempita, di quaglie.
Prenalopràtti Pierino s’era poi salvato da solo.
Che fosse il bambino più forte del mondo se ne era accorto un giorno,per caso, quando gli erano caduti 2 centesimi sotto un’automobile –aveva un buco nella tasca (lui, non la macchina) – e nell’abbassarsiper vedere se riusciva a recuperare il soldino s’era appoggiato allavettura. Bè, voi non ci crederete ma Irnerio Granzo Brezàola DellaMalatrasi per gli amici Prenalopràtti Pierino, senza bisogno di fareforza, l’aveva mandata a sbattere sull’altro marciapiedi contro unsignore di Bergamo ma residente a Mestre che era l’inventore di“Estràpola”, la crema depilatoria che, tramite grazie alla sua formulaesclusiva, estràpola il pelo dalla cavità toracica e lo convince a nonripresentarsi più in zona per almeno sei–sette–otto–nove ore.
Era innamorata di Prenalopràtti Pierino una bellissima ragazza di nomeVercingetorige. Raggiunti al telefono i genitori spiegano così lostrano nome dato alla loro bambina:
«Visto che finiva in “e” pensavamo che fosse femminile». Ma tuttipreferivano chiamarla con quel nome nonostante piuttosto bizzarro anzidecisamente brutto – ma nessun nome è brutto specialmente se la personache lo porta è bella – e allora diciamo così quindi meglio: un nomefuori dal normale. Perché il cognome era peggio. Infatti di cognomefaceva “Bush”. Ed è noto che dei bambini Bush non è che si preoccupipoi molto.
Vercingetorige aveva due occhi azzurri aveva due occhi neri marroniverdi gialli chiari scuri era bionda rossa mora alta bassa larga grassaavventurosa, timida: aveva tutto per far impazzire un uomo.
Ed era innamorata persa di Pierino. Però non aveva speranze perchéPierino non aveva occhi che per lei. Era innamorato perso lui di leicome era innamorata persa lei di lui.
Avevano una cotta forte all’ennesima potenza tutti e due uguali. Lui un po’ più forte, però.
Era così cotto che se fosse stato un pollo avrebbe avuto la pelle tuttacroccante. Era così cotto che se entrava in un forno il forno sispegneva per l’invidia e andava a fare il frigorifero in un negozio digelatai. Era così innamorato che Cupido, l’angioletto dell’amore,quello con le alucce e la freccia, s’era fatto dare la liquidazione edera andato in vacanza. Lo fa spesso, di andare in vacanza, tanto sa chelo richiamano subito perché il mondo ha troppo bisogno di amore. Comesi potrebbe andare avanti senza di lui?
Una volta durante le vacanze di estate Prenalopràtti Pierino avevafatto il giro del mondo in 80 giorni con i suoi genitori e i genitoridi Vercingetorige che erano amici di famiglia dei suoi genitori di luie di lei. E naturalmente anche Vercingetorige. Per forza, cosa fanno:vanno in vacanza e lasciano a casa la loro bambina da sola? Che poiVercingetorige era anche figlia unica. Proprio così: sia Vercingetorigeche le sue sorelle (Enea, Babila, Barnaba e Mattia) erano tutte figlieuniche.
Ma solo lei era innamorata persa di Irnerio Granzo Brezàola DellaMalatrasi che gli amici chiamavano Prenalopràtti Pierino per fare piùin fretta. E quando erano di corsa lo chiamavano semplicemente Pierino.E quando proprio non c’era nemmeno il tempo per pettinarsi lochiamavano solo “P”. E basta.
Quando erano tornati da quegli 80 giorni di vacanza – le due famiglieabitavano nella stessa villetta una sopra l’altra. Di sopra stava lafamiglia di Vercingetorige e meno male perché se stava sopra Pierino emagari si arrabbiava e per sbaglio picchiava un piede per terra eracapace di finire al piano di sotto con il pavimento e tutto il restomagari sulla tavola del tinello dove mangiavano il cappone di Natale ein quel caso la peggio l’avrebbe avuta il cappone che se lo sarebbefatto fuori Pierino tutto da solo senza neanche rendersene conto.
Una volta Pierino, tornato a casa per merenda avendo visto unvassoiolone con 750 fette di vitello tonnato che suo papà avevapreparato per il ristorante dove faceva lo chef e Pierino se l’eramangiato tutto. Aveva cominciato a prendere una fetta poi due poi trepoi a lasciarci un buco e per non lasciare quel buco solo ne ha fattialtri due poi è andato avanti e s’è mangiato tutto il vassoio.
Bè, appena tornati dalle vacanze estive Vercingetorige disse, «Oh!» ePierino aveva già capito tutto. La sua innamorata, la ragazza di cuilui era innamorato, quella che era innamorata di lui che però lui nonlo sapeva perché non l’aveva mai chiesto e nemmeno lei voltegliel’aveva mai chiesto e neanche mai detto perché era timida o a volteaggressiva perché le donne pur di fare impazzire gli uomini sono capacidi tutto.
Prenalopràtti Pierino aveva capito che lei, Vercingetorige, avevadimenticato il suo mezzo paio di guanti preferiti, quelli leggerissimi,senza dita, senza neanche il palmo, solo col pollice. E solo ilsinistro. Lo utilizzava a scuola per tenere il segno quando leggevano.Allora sènza pór tèmpo in mézzo Prenalopràtti Pierino piantò una corsacosì veloce che nessuno fece in tempo ad accorgersi e in un batterd’occhi aveva rifatto tutto il giro del mondo che in vacanza ciavévanomesso 80 giorni ed era andato a ripescare il guantino dove era cadutoperché Pierino si ricordava e l’aveva notato. Il mezzo guanto eracaduto esattamente 80 giorni prima, appena partiti, ed era ancora lì adue passi, praticamente all’altra entrata del garage rispetto a quelladove si trovavano tutti loro adesso perché quel garage aveva dueentrate: una dalla quale si entrava e una dalla quale si usciva. Quindipraticamente aveva un’entrata e un’uscita: era un boxob, un box andatae ritorno. Per non farsi notare e quindi non dover sopportare iringraziamenti – che era una roba che non riusciva a sopportare –Pierino scattò velocemente all’indietro e fece il giro del mondo aritroso percorrendo tutto il globo terracqueo e ricomparendo all’altraentrata del garage / e ritorno il tutto in meno di un nanosecondo e con il il mezzo paio di guanti in mano.
«Cercavi questo?», disse Prenalopràtti Pierino.
«Oh», disse lei, «per un attimo ho temuto di averlo perso chissà inquale angolo del mondo!» Tutti risero e tutti dissero, nello stessopreciso istante la stessa frase:
«Aaaahhhh,,,, mmmmaaaa eeeerrrraaaa qqqquuuuiiiivvvviiiicccciiiinnnnoooo???? Ssssttttrrrraaaannnnooooppppeeeerrrrcccchhhhéééé nnnneeeessssssssuuuunnnnoooo ddddiiiinnnnooooiiii llll’’’'aaaavvvveeeevvvvaaaavvvviiiissssttttoooo!!!!» e siccome lo dissero contemporaneamentenessuno capì che cosa avevano detto. L’unico a sapere di aver fatto ilgiro del mondo correndo all’indietro era lui: ma per PrenalopràttiPierino questa era una roba da niente, perché lui è il bambino piùforte del mondo.
«A dire la verità il giro del mondo a marcia indietro era solo metà,perché una volta arrivato di spalle al garage sono ripartito difronte», pensava fra sé Prenalopràtti Pierino, che è un tipo nonvanaglorioso niente neanche a pagarlo.
Nessuno l’aveva capito, nessuno l’avrebbe mai saputo se non ve l’avessidetto io. Nessuno tranne una: Vercingetorige. Lei se n’era accorta. Leisolo sapeva quant’era forte il suo essere umano preferito. Anche se eratroppo vecchio per lei. Lei infatti aveva tre anni ed era ormai unadonna matura mentre lui, lui, ne aveva già quattro. Ma era ancora unbambinone… L’aveva davvero commossa quel gesto così immediato e gentilee gli avrebbe chiesto, così sui due piedi, gli avrebbe chiesto disposarlo ma non poteva fare lei il primo passo perché lei era una donnamatura mentre invece lui era ancora un bambinone.
Lei aveva intuìto, non visto, ma intuìto – perché le ragazze hanno unintuito pazzesco – che Prenalopràtti Pierino s’era rifatto tutto ilgiro del mondo al contrario. E comunque l’avrebbe capito per forzaperché Pierino insieme al guanto le aveva portato mondo anche un fioreche avevano visto nella foresta sterminata dell’Amazzonia e che luis’era offerto di raccogliere ma lei non aveva accettato: non voleva cheun fiore così bello venisse strappato. Ma nel viaggio di ritornoPrenalopràtti Pierino l’aveva colto perché aveva notato che nelfrattempo il fiorellino – o la fiorellina – avevano fatto i cuccioli esiccome il paese era povero avrebbero avuto piacere di portarlo in unpaese dove poteva andare avanti a studiare.
Così il giorno dopo Vercingetorige e Prenalopràtti Pierino andarono ascuola e iscrissero in prima elementare quel fiorellino che era unabambina e si chiamava Dalia e che saluta tutte le dalie del mondo. Frapoco a poco verranno a farle visita anche i suoi genitori approfittandodel fatto che il papà, Dalione, doveva venire in Europa per un giro diaffari e la mamma, Daliuccia, era solita accompagnare il marito inqueste trasferte.
«Ora sì che mi sento una donna completa!», disse Vercingetorige. EPierino capì che era arrivato il suo momento e doveva farsi forza. Ma èmolto diversa la forza fisica da quella morale e soltanto lui lo sa lafatica che fece.
Avrebbe preferito spostare il gruppo Dolomitico della Marmolada di 7 centimetri.
Avrebbe preferito sollevare un iceberg ghiacciato e metterci sotto un cono di parigina croccante.
Avrebbe preferito strappare con una mano sola tutte le guide del telefono della provincia di Bergamo di Sopra.
Avrebbe preferito riscaldare col fiato tutte le marmitte di sbobba chedanno da mangiare in tutti i collegi d’Europa fino a portarle atemperatura di cottura.
Avrebbe preferito raccogliere in gruppi in ordine alfabetico e legarliinsieme con un nastrino colorato tutti i pesci del mondo che comincianocon la “V” (di Vercingetorige…)
Avrebbe preferito fare qualunque altra cosa piuttosto che fare quello che doveva fare.
E alla fine invece lo fece. Ma lo sa soltanto lui che fatica dovettefare, che sforzo tremendo per dire a Vercingetorige: «Non può esistereuna donna completa senza un papà al suo fianco».
Però lo disse.
E lei rispose: «L’unico uomo che vorrei di fianco… sei tu».
Non vi dico la gioia che Pierino provò in quel momento (e infatti nondico niente). Dico solo che nello stesso momento capì che tante volte èmolto più difficile dire un semplice sì o un no, dire una sempliceparola che spostare un condominio intero da una parte all’altra dellacittà senza cambiare nemmeno un numero di telefono.
Pensate un po’ che storia vi ho raccontato su Prenalopràtti Pierino(vero nome Irnerio Granzo Brezàola Della Malatrasi) che è il bambinopiù forte del mondo. E ve l'ho raccontata proprio io che non abitiamoneanche nella stessa città. Ci abitavamo, un tempo.
Poi lui s’è dovuto trasferire perché non è permesso che in una solacittà ci sia più di un bambino più forte del mondo per volta.
Postato da Francesco Salvi alle ore 21:47:43 in OPERE
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